mercoledì 23 giugno 2010

Slovenia-Inghilterra 0-1: Defoe al 23'.



SLOVENIA (4-4-2): S. Handanovic; Brecko, Suler, Cesar, Jokic; Koren, Birsa, Kirm (dal 33' st Matavz), Radosavljevic; Ljubijankic (dal 17' st Dedic), Novakovic (J. Handanovc, Dzinic, Ilic, Krhin, Seliga, Filekovic, Komac, Stevanovic, Mavric). All: Matjaz Kek

INGHILTERRA (4-1-3-2): James; Johnson, Upson, Terry, A. Cole; Barry, Gerrard, Lampard, Milner; Rooney (dal 27' st J.Cole), Defoe (dal 40' st Heskey) (Green, Hart, Dawson, Lennon, Crouch, Warnock, Wright-Phillips, Carrick). All. Fabio Capello.

ARBITRO: Wolfgang Stark (Germania).

NOTE - Spettatori 36.893. Ammoniti: Jokic, Birsa e Dedic per gioco scorretto, Johnson per simulazione. Angoli: 12 a 2 per l'Inghilterra. Recuperi 0 e 3'.


Arriva la qualificazione, si vede qualche passo avanti, ma non può bastare: l’Inghilterra supera la Slovenia ed evita la spirale negativa della clamorosa eliminazione immediata, ma ci sono tanti “ma” ad oscurare questo passaggio del turno e da analizzare, visto che in generale ci si trova di fronte a tre prestazioni poco convincenti. Mediocre la prima, pessima la seconda, discreta la terza uscita, in un girone che (per stessa ammissione del “Sun”, che uscì con un titolo molto significativo e particolare al momento del sorteggio) sulla carta era facile e non all’altezza di qualche altro, con solo gli Stati Uniti a rappresentare un avversario di livello accettabile: così è stato anche sul campo (la Slovenia ha mostrato buone cose nel primo tempo contro gli USA, ma in generale ha lasciato molto a desiderare, mentre l’Algeria esce con onore ma anche senza gol realizzati), ma in questi 270 minuti l’Inghilterra ha segnato appena due gol, motivo per cui il passaggio del turno arriva soltanto con il secondo posto a causa dello scossone finale avuto da questo girone.

Al momento del fischio finale al Nelson Mandela Bay Stadium di Port Elizabeth, infatti, l’Inghilterra era prima con la Slovenia qualificata al secondo posto, ma proprio alla fine di questo match è cambiato tutto al Loftus Versfeld Stadium di Pretoria con gli Stati Uniti che hanno trovato proprio in extremis il gol per battere l’Algeria con grande successo con la realizzazione della bandiera Landon Donovan, conquistando un’altrettanto meritata qualificazione agli ottavi di finale, perché quella di Bob Bradley è stata decisamente la squadra più convincente tra le quattro del girone, andando così ad eliminare all’ultimo momento la Slovenia, che dal canto suo s’è vista sfuggire all’ultimo istante il sogno del passaggio del turno. E’ un gol che però cambia tutte le prospettive anche per l’Inghilterra, che viene raggiunta a quota 5 punti dagli Stati Uniti in classifica con eguale differenza reti, ma per il minor numero di gol segnati finisce al secondo posto alle spalle dello US Team: se ti chiami Inghilterra e segni appena due gol in un girone del genere, è anche giusto però non finire al primo posto. Fabio Capello ripenserà alle diverse occasioni sprecate malamente (soprattutto da Lampard) in questo match che a posteriori sarebbero valse la vittoria del girone, soprattutto perché in serata dal Girone D è arrivato il verdetto che era prevedibile, con la Germania che vince il proprio raggruppamento e si troverà sulla strada degli inglesi agli ottavi di finale: non solo, la vincente di questo confronto affronterà poi ai quarti una tra Argentina e Messico (con ovviamente i primi favoriti e non di poco).

L’Inghilterra deve fare mea culpa ripensare agli errori commessi nei primi due match e a quelle due/tre occasioni importanti sprecate malamente contro la Slovenia: il secondo gol avrebbe evitato la sofferenza finale e a posteriori sarebbe valso il primo posto per differenza reti, ma uno dei limiti di questa Inghilterra a questi Mondiali è proprio la difficoltà ad andare a rete. La prestazione è stata un buon passo avanti, con il centrocampo più in partita e l’innesto di James Milner (migliore in campo) sulla destra che ha permesso alla squadra di sfruttare meglio le corsie piuttosto che con i soliti tagli (veloci ancorché piuttosto simili a sé stessi) di Aaron Lennon, con un Gerrard più continuo nella partita. E’ però una prestazione ben lontana dall’eccellenza, perché l’Inghilterra ha sovrastato a tratti una mediocre Slovenia con l’intensità, ma di fatto non ha mostrato momenti di grande qualità, giocando con la rabbia giusta ma senza particolare brillantezza: la Germania è decisamente più forte della squadra di Matjaz Kek e per competere bisognerà alzare e di molto il livello di prestazione, perché l’Inghilterra vista in questo pomeriggio non può bastare.

Esce la Slovenia e lo fa a testa alta con la beffa arrivata proprio sul filo di lana, ma questo match è stato affrontato con poche idee tattiche: il piano di Kek era quello di difendere lo 0-0, ma visto che il punteggio s’è sbloccato relativamente presto era lecito aspettarsi qualche risposta dalla squadra slovena, che invece ha combinato disastri in difesa ed è sempre stata inferiore a centrocampo, riuscendo a farsi viva raramente in attacco.

SILVIO DI FEDE

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L'Inghilterra non brilla, priva della fluidità necessaria per riscuotere applausi, ma ottiene i tre punti necessari per qualificarsi agli ottavi di finale: decisivo Defoe, finalmente in campo dal primo minuto a discapito del generoso ma poco prolifico Heskey.
Il piano di gioco inglese è chiaro sin dall'inizio: priva di un regista puro a centrocampo, la manovra inglese prende vita con i terzini, Johnson ed Ashley Cole, cui spetta il compito di allargare il gioco. Poco aiutati da Gerrard e Milner, finti esterni che convergono volentieri verso il centro tarpando le ali all'azione, spesso risolta da un cross dalla trequarti indirizzato sul secondo palo e quindi di facile lettura per i difensori. L'apporto di Lampard alla manovra è infimo: timido palla al piede, riluttante agli inserimenti (se ne conta solo uno, sufficiente a creare scompiglio nella difesa slovena), spesso tagliato fuori dai cambi di gioco di Gerrard, resi però vani dalla lentezza di un Milner che consente praticamente sempre alla retroguardia avversaria di riposizionarsi correttamente. Succede anche in occasione del gol, solo che stavolta Defoe è bravo nell'anticipare Suler. Dopo essere passati in vantaggio gli inglesi cercano di chiudere i conti, puntando forte su Gerrard e Rooney, che si scambiano di posizione e creano non pochi problemi alla Slovenia, in evidente appresione difensiva.
Anche nella ripresa Capello sceglie la fascia sinistra per pungere: Ashley Cole spinge e Rooney (oggi in linea con Defoe e non alle spalle del centravanti come accade quando fa coppia con Heskey) si allarga per consentire il taglio a Gerrard. Nonostante la buona prova offerta è proprio Rooney a lasciare il campo, al suo posto entra Joe Cole che si posiziona alle spalle di Defoe per comporre il 4-2-3-1 spesso visto in azione nel corso delle qualificazioni. La Slovenia, a causa della mediocre caratura tecnica, si limita a sporadici lanci lunghi destinati alla testa di Novakovic, cui si accompagnano le estemporanee iniziative del mancino Birsa: a parte un doppio brivido per James (salvato da Johnson), null'altro, ma sembra bastare per una qualificazione che premia gli uomini di Kek fino al fischio finale. Poi segna Donovan, e regala successo e qualificazione agli USA: la Slovenia è fuori, si preannuncia un Germania-Inghilterra da leccarsi le orecchie.

ANTONIO GIUSTO

2 commenti:

  1. Ho visto solo il primo tempo (nella ripresa ho seguito USA-Algeria) e devo dire che ho notato dei miglioramenti rispetto alla gara con i nordafricani. Più spinta dei terzini, un Gerrard maggiormente convinto e una coppia offensiva ben assortita, con un Rooney volitivo e sempre pronto ad allargarsi verso sinistra per cercare il dialogo stretto col captano del Liverpool; non moltissimo, ma qualcosa è stato fatto. Il non-gioco resta quello, ma ora che hanno passato il turno li inglesi possono dare fastidio a tutti.

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  2. Non lo so, la Germania ha dato tante buone sensazioni anche se rispetto agli anni scorsi mi sembra meno compatta sul piano mentale. Si affrontano le due squadre che avevo dato per favorite per la vittoria finale; staremo a vedere. Personalmente vedo favoriti i tedeschi, non solo per il gioco espresso ma anche per le minori pressioni: non oso pensare a ciò che creerà la stampa inglese se Capello e i suoi non dovessero passare ai quarti.
    Tommaso.

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