lunedì 14 giugno 2010

Italia-Paraguay 1-1: 39' Alcaraz; 63' De Rossi.


ITALIA (4-2-3-1): Buffon (dal 1’ s.t. Marchetti); Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Criscito; De Rossi, Montolivo; Pepe, Marchisio (dal 14’ s.t. Camoranesi), Iaquinta; Gilardino (dal 28’ s.t. Di Natale). (De Sanctis, Maggio, Bonucci, Bocchetti, Pirlo, Palombo, Gattuso, Di Natale, Quagliarella, Pazzini). All. Lippi.

PARAGUAY (4-4-2): Villar; Veron, Da Silva, Alcaraz, Morel; Vera, Riveros, Caceres, Torres (dal 15’ s.t. Santana); Barrios (dal 31’ s.t. Cardozo), Valdez (dal 23’ s.t. Santa Cruz). (Barreto, Bobadilla, Caniza, Caceres, Bonet, Ortigoza, Barreto, Benitez, Gamarra). All. Martino.

ARBITRO: Archundia (Mes).

NOTE: spettatori 62.869. Ammoniti Caceres, Camoranesi. Recupero: 1’ p.t.; 3' s.t.

L'Italia? Tutto Pepe. Battuta facile, ma non certo scontata: alzi la mano chi, alla vigilia, si aspettava un prestazione del genere da parte del primo rinforzo juventino. Novanta minuti trascorsi a correre per il campo, avanti e dietro, a destra e a sinistra, sempre alla ricerca della sfera, che sarà anche brutta, cattiva, leggerissima e quant'altro, ma è pur sempre la palla dei Mondiali: quando mai, Simone, ti ricapiterà di accarezzarla? Forse mai più, quindi ascolta Orazio e carpe diem.
Di Pepe e dei suoi quattro polmoni si parlerà più avanti, perché è giusto raccontare la partita dal principio. Che per gli incontri tra Nazionali è l'inno: quello italiano, poi quello paraguagio. Camoranesi, «El Tata» Martino, Barrios e Santana vorrebbero ascoltare «¡Oíd, mortales!», ma fa nulla: Archundia fischia, inizia il Mondiale italiano. Gli Azzurri prendono subito in mano le redini della partita, distribuendo il gioco sulle fasce: Pepe a destra e Iaquinta a sinistra, nel 4-2-3-1 iniziale, godono del supporto dei terzini (più Criscito di Zambrotta, con il genoano bene anche in fase di ripiegamento) e producono alcuni interessanti traversoni su cui Gilardino non viene però pervenuto. Con il passare dei minuti emergono le lacune della coppia centrale, in seria difficoltà quando costretta ad impostare perché impossibilitata a servire De Rossi e Montolivo, ma l'Italia continua a fare la partita e propone alcune variazioni tattiche per ovviare all'arcigna difesa dell'Albirroja: Marchisio si defila a sinistra, consentendo a Iaquinta di stringere al centro per far coppia con Gilardino. Con il primo 4-4-2 l'Italia pare andar meglio: Iaquinta porta chili e centimetri in area, lasciando a Marchisio ogni compito di copertura. Insomma, quando mancano ormai pochi minuti al termine della prima frazione l'andazzo dell'incontro è chiaro a tutti, con l'Italia che schiaccia il Paraguay nella propria metà campo ed i biancorossi capaci in fase difensiva ma a disagio quando si tratta di ripartire. Perché la partita si sblocchi, come spesso accade, è sufficiente un episodio: in questo caso un calcio di punizione in cui la retroguardia azzurra va a chiudersi nell'area piccola, consentendo ad Alcaraz (un firma con la Fiorentina nel 2002, poi cancellata dal fallimento della Viola) l'inzuccata del vantaggio. Intervallo amaro, con Lippi costretto ad utilizzare il primo cambio - Buffon e il nervo sciatico, accidenti! - ma determinato a rimettere in piedi l'incontro passando al 4-3-3.
Il secondo tempo inizia con Pepe a sinistra, Iaquinta a destra e Marchisio nuovamente a centrocampo, anche se solo per pochi minuti: l'esperimento-trequartista proprio non va, e così l'ingresso di Camoranesi al posto di Marchisio riporta l'Italia al tanto amato 4-4-2, con Iaquinta finalmente libero di appoggiarsi ad un centravanti, nonostante quella di Gilardino sia una serataccia. Non che alla punta juventina vada meglio: in difficoltà sull'esterno, sempre alla ricerca di un dribbling che non arriva, combina davvero pochissimo riuscendo comunque ad ottenere fiducia da Lippi, che gli regalerà 90'. Dicevamo del 4-4-2, che permette all'Italia di proseguire l'opera sugli esterni, ora diretta dal più idoneo Camoranesi. Nonostante tutto il buon lavoro degli Azzurri, perché il pareggio arrivi è necessaria un'uscita a farfalle di Villar, che consente a De Rossi d'insaccare il pallone in rete. E qui bisogna riaprire la parentesi su Pepe: l'angolo nasce grazie ad un filtrante di Iaquinta a lui indirizzato ma chiuso in corner dal difensore paraguaiano, e proprio quando la palla esce Pepe si avventa sulla sfera e la posiziona sulla lunetta del calcio d'angolo, rapido e affamato, perché il pareggio è prima di tutto un dovere, e poi anche un piacere da condividere con gli umidi - diluvio su Città del Capo, e c'era anche il rischio di un esordio imbiancato dalla neve - abbracci dei compagni.
Tutto questo avviene al 63', con mezz'ora (recupero compreso) di gioco davanti, ma le gambe si fanno più pesanti ed i maratoneti perdono lucidità. Rimane un Cannavaro in grande spolvero, con Zambrotta che volentieri affonda a destra per rievocare i trascorsi juventini comuni al compagno d'azzurro Camoranesi, mentre «El Tata» Martinez butta nella mischia gli acciaccati Santa Cruz e Cardozo alla ricerca di un clamoroso gol della beffa. Per sua sfortuna, Marchetti rimane inoperoso: è 1-1.
Focalizzando l'attenzione sull'Italia, inutile sottolineare l'inadeguatezza del 4-2-3-1: Marchisio è un pesce fuor d'acqua in quella posizione, mentre Iaquinta non garantisce un sufficiente contributo in fase di non possesso. Meglio, molto meglio con il classico 4-4-2: Pepe a sinistra ha dimostrato di saperci stare, mentre Camoranesi ingranerà man mano o perderà il posto in favore di Maggio. Nota positivissima, la spinta dei terzini: Criscito prima, Zambrotta poi, si sovrappongono in continuazione, creando situazioni interessanti sulle corsie esterne da cui potrebbe trarre enorme vantaggio Pazzini, colpitore di testa superiore a Gilardino. Conclusione dedicata a Montolivo, perché il ragazzo ha doti indiscutibili, ma anche stavolta gli è mancata la personalità necessaria a questi livelli: il ritorno di Pirlo dovrebbe risolvere il problema, visto e considerato il roccioso De Rossi con cui avrà la fortuna di far coppia.

ANTONIO GIUSTO

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L'esordio italiano era contro l'unica squadra degna del girone e un pari accontenta entrambe. Sull'idea che sento un po' ovunque circa la conduzione totale del match da parte dell'Italia non sono essattamente d'accordo: controllare una partita non significa solo avere la palla tra i piedi. Più che altro è condurre il ritmo partita e possedere i vantaggi territoriali nelle zone pericolose. Ecco, se partiamo da qui, non è che il Paraguay, almeno finché aveva benzina è andato sotto con gli Azzurri, anzi. L'Italia è rimasta incapace di offrire un calcio fluido, ha pescato quello che il Paraguay gli ha concesso, spesso le fasce: ma gli uomini di Martino non hanno mai sofferto: io ho registrato solo tiri telefonati da fuori e uno solamente, pericoloso, di Montolivo. A proposito dell'uomo di Caravaggio, rimango perplesso della sua posizione centrale in quel 4231: non delle sue capacità e potenzialità, quanto dei benefici che può dare a questa squadra giocando lì. Non ha sempre ritmi di giocare per velocizzare l'azione e tutto viene appesantito se Marchisio è costretto a evoluire dietro la punta, lui che è sì un incursore ma non "vede" calcio in anticipo come una mezzapunta. Manca quindi profondità e verticalizzazioni veloci, un po' meglio è andata con le due punte, ma proprio un po', tanto che Villar non è mai stato impensierito. E' dunque chiave il recupero del miglior Pirlo per proseguire al meglio nel Mondiale.

Bene il Paraguay, almeno finché ha pressato in mezzo: è rimasto compatto ha concesso qualcosa sugli esterni senza mai soffrire, ha trovato il gol su calcio da fermo (sempre ben preparati dal Tata Martino) e ne ha preso uno per un errore di Villar in uscita, un errore non da lui, specie a questo livello. Buonissima la fase di pressione immediata dopo la perdita del pallone, che ha inibito il contro gioco di questa Italia con poca qualità. Male invece davanti: se i due attaccanti, specie Valdes, hanno contribuito e bene alla fase di pressione, sono mancate però le loro giocate nelle ripartenze e non possedendo qualità in mezzo è chiave il ruolo delle punte, che devono pulire l'apertura e giocare per gli inserimenti. Un punto e una buona figura cercava Martino, e ora ha davanti due squadri mediocri per passare il turno.

CARLO PIZZIGONI

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In nazionale contano le prove giuste al momento giusto. Il campionato propone tanti calciatori, il CT ne convoca altrettanti, sta a te fare la partita buona nel momento buono per entrare nel giro. Puoi fare anche un anno pessimo, il CT di turno ti telefona di sicuro. Riguardo alla nazionale italiana di ieri, questo discorso vale per due motivi: la totale estraneità al ruolo di alcuni calciatori e la loro imperfetta forma fisica da una parte, la consacrazione di altri giocatori che possono diventare titolari a lungo dall’altra.
Per quanto riguarda il primo argomento, è palese che Iaquinta può giocare all’ala solo se è in perfetta salute come nel 2006, quando Lippi lo ha provato lì e lì se ne innamorato, che Marchisio, provato in quel ruolo da Lippi nella partita di Tiblisi del 5 settembre 2009, vinta 2-0 da Kaladze, non ha il passo rapido per smarcarsi con la palla e servire un attaccante. Ma le partite che marchiano a fuoco sono una manna per chi cerca un posto al sole. E ieri è anche nato il numero 8 del nostro futuro, Montolivo, in coppia con De Rossi saranno i nuovi Dino Baggio-Albertini degli anni 10, Pepe sarà l’ala tornante pelata, in ricordo del Domingo nazionale, Criscito il nuovo numero 3 che aspettavamo dalla finale del 2006.
Le partite della Nazionale creano illusioni e verità. Col Paraguay c’è stato il bello e il brutto.

JVAN SICA

13 commenti:

  1. Vediamo... Se gli occhi mi assistono (sono reduce dalla nottata per la NBA :D ), scrivo un paio di righe...

    In generale, anche qui nulla di nuovo sotto il sole: Italia che spinge ma manca di qualità nell'ultimo passaggio, Paraguay solido e speculativo (un po' troppo per i miei gusti) e anch'esso poco qualitativo a centrocampo...

    Faccio qualche nome:
    malissimo Iaquinta (non pervenuto) e Vera (quanti errori!)...
    Non m'è piaciuto neanche Montolivo: problemi caratteriali direi (però chi segue maggiormente la Serie A può ampliare il concetto meglio di me).
    Bene Pepe: nel finale mi sembrava stanco e ha sbagliato molto, ma ha bei movimenti ed è sempre in corsa...
    Buonissimo Lucas Barrios, l'unica fonte di pericolo per il Paraguay.
    Ottimo Alcaraz: nelle amichevoli non avevo capito molto delle sue qualità (lo studiavo visto che andrà al Wigan), mentre oggi m'è piaciuto parecchio, a parte il gol.

    Male l'arbitro, con un paio di errori gravi: la punizione del gol per il Paraguay è inesistente (in un'occasione per parte in contatti simili ha dato fallo alla difesa, ma per me era in entrambi i casi semplicemente fallo di mano) e Camoranesi è incredibile che non abbia subito la seconda ammonizione (soprattutto pensando al rosso per Cahill ieri)... Impreciso...

    L'impressione è che Olanda e Danimarca affronteranno queste due squadre (vedo passare queste quattro)... Mmmmm...

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  2. be dai Silvio, Montolivo ha giocato bene dai

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  3. comunque questo Paraguay non è un granchè..........io dico che passerà il turno la Slovacchia...............perchè gioca un calcio molto ma molto piu veloce dei sudamericani

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  4. Montolivo conferma i limiti che ha nella Fiorentina:
    nè carne nè pesce , e sopratutto zero personalità
    perchè i colpi li avrebbe anche ...

    Santeria

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  5. Mah, discreta Italia, non è andata poi così male... Non mi sono dispiaciuti alcuni nuovi, tipo Pepe e Montolivo. Il più grande limite è già sotto gli occhi di tutti: la mancanza assoluta di qualità sulla trequarti (e gli unici due giocatori che possono migliorare un minimo la situazione sono Camoranesi e Di Natale, con il primo che ormai non azzecca più una partita da due anni e con il secondo che ad altissimi livelli non è mai riuscito a fare la differenza). Inoltre Gilardino mi pare proprio fuori forma, al suo posto farei giocare Iaquinta prima punta, che almeno si muove, si butta nello spazio e ricerca la profondità.

    Il Paraguay è il solito Paraguay visto ai Mondiali... speculativo al massimo, difensivista, ben messo in campo tatticamente, ostico e rognoso quanto volete ma che spero a questo punto che non superi la Fase a Gironi. E dire che l'ho visto giocare qualche volta durante le Qualificazioni e m'aveva fatto una buona impressione... Soprattutto contro l'Argentina di Maradona giocò un partitone (trascinato però dal giocatore più talentuoso, Cabanas, purtroppo assente per i motivi extra-calcistici che ben conosciamo).


    PS: Montolivo non mi è dispiaciuto e da quel che ho sentito e da quel poco che ho visto m'è parso di capire che quest'anno nella Fiorentina abbia fatto un piccolo salto di qualità.

    P.P.S: anch'io vedo la Slovacchia seconda!

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  6. Il Paraguay ha giocato forte contro un Brasile che ha pareggiato in casa con la BOLIVA e contro un Argentina che è indecifrabile

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  7. @Kerzhakov

    Le partite della Viola le vedo tutte, si nutrivano grandi speranze su Montolivo , il nuovo Antognoni...

    il salto di qualità di quest'anno è stato quello di arretrare di posizione e recuperare qualche pallone in più ( per andare almeno in pari con quelli persi....), tutto qua..

    Peccato perchè ripeto i colpi ce li ha, anche con il tiro da fuori talvolta...

    L'azione emblematica è stata a metà primo tempo, il difensore del Paraguay perde palla lui è lanciato solo verso la porta a 35-40 mt con 1 solo difensore sudamericano, avanza e puntalo cavolo, giocatelo questo 1vs1, no tira da 20 mt debolmente....
    ma quando ti ricapita un 1vs1 così? ai Mondiali? ma giocatelo...

    Santeria

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  8. Montolivo è più che buono ed è l'ultimo dei nostri problemi. piuttosto mi piacerebbe vedere tutti insieme Pazzini, Quagliarella, Di Natale e Pepe in posizioni "variabili".
    potrebbe uscirne fuori una bella squadretta.

    KUBALA

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  9. Un po' quello che avete detto voi... Italia discreta direi, ma se fai la partita per lunghi tratti e nonostante ciò non crei nemmeno un'occasione seria... insomma...
    Il Paraguay ben organizzato, ma col problema della trasmissione della palla dal centrocampo all'attacco, monodimensionali i centrocampisti centrali, esclusivamente di contenimento.
    Però una cosa la voglio sottolineare dei sudamericani: credo sia stata la miglior difesa vista in queste prime gare del mondiali. Concentrati, compatti, coordinati nelle coperture... un lusso pensando alle gaffes delle difese africane, ai buchi al centro degli USA e altre piacevolezze del genere. Poi mi è piaceiuta proprio la tecnica di questi difensori paraguaiani, come anticipano, come temporeggiano nell'uno contro uno, come usano il corpo, come chiudono nelle diagonali... sta diventando ormai una loro tradizione, dai tempi di Francia '98, sembra ce l'abbiano nel sangue, un po' come i difensori messicani hanno nel sangue la capacità di impostare la manovra. Non è il tipo di calcio che prediligo quello del Paraguay, però certi dettagli credo che meritino.

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  10. Mi unisco ai pochi che hanno valutato positivamente Montolivo, per il quale ho sempre avuto un debole. Soprattutto nel secondo tempo è stato autore di una prova di spessore. Al posto di Gilardino io avrei provato Pazzini, altro giocatore per cui stravedo, anche se probabilmente ancora molto acerbo per certi palcoscenici. Comunque in generale un'Italia migliore di quanto mi aspettassi dopo le ultime partite.
    Tommaso.

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  11. Per come si era messa la partita, è un risultato positivo per l'Italia. Andare sotto con il Paraguay in una gara che conta (ufficiale, quindi) è quasi una condanna. Gli albirojos sono una squadra rognosissima, quasi mai propositiva (soprattutto se priva di Cabanas...) ma, come sottolineato da Valentino, con movimenti difensivi impeccabili (ne sanno qualcosa Brasile e Argentina) e un centrocampo che se è latente in fase di impostazione, sa intasare alla perfezione gli spazi, fino allo sfinimento altrui. Strappare un pareggio contro un avversario così, perlomeno dopo essere passati in svantaggio, è importante (persino tralasciando come è arrivato il gol dell'1-1). Positiva anche la tenuta fisica e morale mostrata dagli azzurri, che sono parsi messi meglio della maggior parte delle squadre viste fino ad ora in questo mondiale. Purtroppo, se si passa a questioni tecnico-tattiche, il quadro per la nazionale italiana non è altrettanto incoraggiante.
    Nel corso del match, Lippi ha cambiato almeno 3 moduli: 4-2-3-1, 4-3-3, 4-4-2. Nessuno è stato interpretato al meglio. Nessuno ha convinto fino in fondo. Tutti hanno evidenziato l'endemica carenza di creatività che caratterizza questo gruppo. E qui il ct viareggino ha le sue pesantissime responsabilità, perchè lasciare a casa gli elementi che sappiamo o sacrificare in panchina Di Natale per preferirgli Iaquinta è, appunto, una questione di responsabilità. Di responsabilità precise. L'Italia ha dominato a tratti, ha corso, ha lottato, ha mostrato concentrazione e rabbia, ma quante occasioni nitide ha creato? Quante volte un giocatore italiano ha creato superiorità numerica? Quante volte è riuscito a servire una palla filtrante? O un cross dal fondo dopo un'azione in percussione? E' inutile infierire su Gilardino. Al di là dei suoi limiti arcinoti (che ci sono, ma al pari di alcune doti specifiche innegabili), il viola è una punta che ha bisogno di essere messa in condizioni di pungere e deve essere servito in un certo modo (così come Pazzini). Ciò non si è mai verificato. Poi si può discutere del ruolo di Marchisio (è davvero meglio del vecchio Perrotta come trequartista incursore?), o della scarsa personalità di Montolivo (comunque abbastanza positivo, a mio parere), o del grado di bollitura di un Camoranesi che meritava di essere espulso dopo 10 minuti dal suo ingresso, o di una difesa che non sembra mai del tutto sicura, ma la verità, l'unica verità è che questa squadra manca drammaticamente di qualità. Di quella qualità che è stata lasciata a casa (E non si dica che questo è il calcio di Lippi. In Germania (dove comunque andò tutto incredibilmente bene) c'erano Totti (anche se a mezzo servizio), Del Piero, c'era un Camoranesi con 4 anni in meno, c'era, soprattutto, un Pirlo diverso da quello attuale (indipendentemente dall'infortunio che lo affligge in questi giorni). Il fatto che oggi come oggi il nostro giocatore più creativo sia Pepe (ndr. quest'anno si è fatto parecchie panchine all'Udinese) mi pare assolutamente emblematico, anzi indicativo.
    Marcello

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  12. La migliore difesa in assoluto vista (cioè intesa come squadra impostata difensivamente per necessità, attitudine o manifesta superiorità dell'avversario) è stata la Danimarca e di gran lunga.
    Oggettivamente aveva di fronte l'Olanda dei Van der Vaart, Sneijder, Kuijt e Van Persie (poi Elia ed Afellay) non Gilardino, Iaquinta e Pepe...
    Poi lo stesso Uruguay (che aveva di fronte una squadra più talentuosa dell'Italia) ha difeso forte e bene lasciando poco ai francesi già confusi di loro.
    Quindi: Danimarca e poi Uruparaguay sullo stesso piano tra chi ha organizzato meglio trincee.
    Anche se è vero che le qualità di rottura del Paraguay sono tristemente note nel girone sudamericano (spettacolo ridotto all'osso) e (per quello che ho visto ieri) l'Italia in 90 minuti non ha creato lo straccio di un'occasione visto che anche la rete non è una situazione da gol ma un gentile omaggio del Villar poco prima esaltato dall'amico Bagni e retrocesso con il Valladolid da semititolare, ma titolare in pieno per gaffes negli anni trascorsi coi pucelanos (altezza: metri 1, centimetri 79...).
    Ultima osservazione: Vera si conferma giocatore tra lo scarso e l'impresentabile...scegliete voi...

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  13. Salve ragazzi, bentornati (anche se un po' in ritardo), vi seguivo già 4 anni fa.
    Dico la mia, l'Italia ieri non ha giocato male, ma come dice Valentino, quante occasioni ha creato?
    Pepe, è vero, è in condizioni smaglianti, ha corso come un matto, ma quante volte ha creato la superiorità numerica saltando l'uomo? 1?
    Ed il problema è che è stato di certo il più incisivo, perché gli altri uomini del reparto d'attacco sono Iaquinta, Gilardino che potrà pure fare 20 gol a campionato con la fiorentina, ma resta sempre un mediocre e Marchisio che è un bel giocatore, ma del trequatista non ha proprio niente.

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