domenica 11 luglio 2010

SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO.

OLANDA-SPAGNA 0-1 (0-0 dopo tempi regolamentari)



MARCATORE:
Iniesta all’11’ s.t.s.

OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhorst (dal 15’ p.t.s. Braafheid); Van Bommel, De Jong (dal 7’ p.t.s. Van der Vaart); Robben, Sneijder, Kuyt (dal 25’ s.t. Elia); Van Persie. (Vorm, Boschker, Boulahrouz, Ooijer, De Zeeuw, Schaars, Afellay, Babel, Huntelaar). All. Van Marwijk.

SPAGNA (4-1-4-1): Casillas; Sergio Ramos, Piquè, Puyol, Capdevila; Busquets; Pedro (dal 14’ s.t. Navas), Xavi, Xabi Alonso (dal 42’ s.t. Fabregas), Iniesta; Villa (dal 1’ s.t.s. Fernando Torres). (Reina, Valdes, Marchena, Albiol, Arbeloa, Martinez, Silva, Llorente, Mata). All. Del Bosque.

ARBITRO: Webb (Ing).

NOTE: spettatori 84.490. Espulso Heitinga per doppia ammonizione al 4’ s.t.s.. Ammoniti Van Persie, Puyol, Van Bommel, Sergio Ramos, De Jong, Van Bronckhorst, Heitinga, Capdevila, Robben, Van der Wiel, Mathijsen, Iniesta, Xavi. Recupero 2’ p.t. 3’ s.t.; 1’ p.t.s., 2’ s.t.s.


Dopo l’Europa, il mondo. Come la Germania 1972-1974 e la Francia 1998-2002, anche la Spagna consegue la doppietta fra titolo continentale e mondiale. Si può parlare ufficialmente di un ciclo. Naturalmente lo si vuole anche etichettare questo ciclo, per una questione di comodità, e l’etichetta più in voga è sicuramente quella del “tikitaka”, inteso come gioco propositivo, avvolgente e basato sul possesso-palla non solo come strumento per aprire spazi nella difesa avversaria schierata, ma anche come premessa fondamentale dell’equilibrio difensivo. Si può pensare che, fra nazionale e club, in tutti questi anni, tale stile di gioco si sia affermato come quello più riconoscibile e originale nell’intero panorama europeo.
E questo, si badi bene, è un discorso che viene prima dell’eventuale giudizio estetico, sempre e soltanto soggettivo, che si può avere su una simile proposta. È come per le correnti artistiche: il sottoscritto il cubismo non lo apprezza proprio (anche se si trova sempre un tizio che agita il ditino ammonitore esclamando “ma come, questo è un Picasso!”), ma non può comunque negare la rilevanza che ha avuto all’interno della sua disciplina.
La Spagna del calcio degli anni ’90 e ‘2000 (che trova il proprio momento fondante nella Quinta del Buitre prima e nel Dream Team di Cruijff poi) ugualmente ha creato una propria cultura, l’ha coltivata (al di là delle ricorrenti considerazioni superficiali della stampa specializzata e dei tifosi iberici su cosa è buon calcio e cosa no), l’ha difesa, l’ha affermata, e ha raccolto i frutti che meritava. Tuttavia, per quanto riguarda questo mondiale, non sono d’accordo con chi parla della vittoria di una filosofia.
La filosofia di gioco infatti c’era, ma è stata applicata in maniera convincente così poche volte (sostanzialmente contro la Germania e nei 20 minuti iniziali con il Portogallo) che non si può dire che si tratti di una vittoria della stessa, dell’affermazione di un modello, come avvenne invece nelle ultime due gare dell’Europeo 2008 o nelle vittorie del Barcelona a livello di club. Si può parlare invece della giusta consacrazione di una generazione di calciatori difficilmente ripetibile, tutti accomunati da uno stesso linguaggio calcistico e tutti portati soprattutto a mettere il loro talento al servizio del collettivo. Tre i nuclei fondamentali: quello del vittorioso Mondiale Under 20 del 2000, con Iker Casillas e Xavi (e anche Marchena, ma in panchina), quello emerso verso la metà del decennio, con Fernando Torres, Iniesta, Xabi Alonso e Villa, e infine quello della seconda metà degli anni 2000, coi Sergio Ramos, Piqué, Busquets, Silva, Pedro & C.
Tutti accomunati dalla stessa cultura, segno che qualcosa si è saputo costruire al livello della cantera (nonostante nazionali giovanili spesso raccogliticcie sul piano dell’organizzazione), al di là della straordinaria concentrazione di talento. Son giocatori con le idee chiare, “istruiti” oltre che talentuosi, facilmente portati ad amalgamarsi in base a queste caratteristiche (la Spagna di Aragonés arrivò a giocare a memoria non certo perché Luis stava lì tutto il giorno a organizzare tattiche in laboratorio come un Bielsa…). Del Bosque, la cui gestione ribadisco che continua a non entusiasmarmi, ha avuto se non altro il pregio di rispettare questo patrimonio.

Fatta la dovuta premessina-panegirico, non possiamo non sottolineare la bruttezza di questa finale. Bruttezza merito dell’Olanda, che cercava proprio una partita meno fluida possibile, in un intento prevalentemente ostruzionistico e oltrepassando spesso i limiti che separano il semplice agonismo dal gioco scorretto. Ha fatto sguazzare la Spagna nel non-gioco e ha avuto pure le sue occasioni, in una partita segnata da un arbitraggio discutibilissimo che ha colpito da entrambe le parti.

Confermate le formazioni-tipo, i primi dieci minuti sembrano preannunciare un chiaro dominio spagnolo, con un colpo di testa di Ramos su calcio piazzato dalla destra salvato da Stekelenburg, un tiro-cross sempre di Ramos che attraversa pericolosamente l’area piccola olandese e un sinistro al volo di Villa sull’esterno della rete sul conseguente calcio d’angolo. Ma è un’illusione, perché le Furie Rosse entrano presto nelle sabbie mobili.
L’Olanda anti-Spagna pratica una zona molto poco ortodossa, quasi a uomo, anche se la zona in cui ricevono gli spagnoli rimane comunque il principale riferimento per le marcature. Quando la Spagna ha il pallone, De Jong (più spesso di Van Bommel) è l’ombra di Xavi, Van Bronckhorst segue Pedrito fino ad accentrarsi o salire tantissimo abbandonando la posizione di terzino sinistro e a coprirlo è Kuijt, che segue invece Ramos. Personalmente non è un tipo di difesa che mi faccia impazzire, preferisco una zona pura che prescinda da marcature individuali (ad esempio quella proposta dal Giappone) per difendere in blocco mantenendo sempre le distanze corrette fra i giocatori e fra i reparti, cercando di intercettare le linee di passaggio prima che inseguire l’avversario. Però va detto che l’Olanda interpreta questo suo gioco con notevole concentrazione.
Giocando praticamente uomo contro uomo, il primo duello perso rischia di farti trovare tutto scoordinato col resto della squadra, però gli olandesi duello dopo duello riescono ad impedire alla Spagna di fare il suo calcio, spesso e volentieri ricorrendo alla violenza. Anche questo va riconosciuto, soprattutto di fronte a precedenti come Svizzera e Paraguay che hanno anche loro annullato il gioco spagnolo, ma in maniera nettamente più pulita e tatticamente raffinata.
Fra entrate intimidatorie e proteste continue, è l’Olanda più “sporca” che mi sia capitato di vedere da quando seguo il calcio. Fra le tante prodezze di una partita chiusa con nove ammonizioni (!) e un espulso nelle file oranje, allucinante l’entrata a tacchetti spianati di De Jong sul petto di Xabi Alonso, che già nel primo tempo avrebbe dovuto lasciare l’Olanda in dieci, tanto più quando avviene sotto gli occhi di Webb situato proprio a due passi. A questo (e a un giallo scampato da Sneijder, che coi tacchetti ci va sulla coscia di Busquets) durante i 120 minuti, e non proprio verso la fine, si sarebbe potuta anche aggiungere una seconda ammonizione per Van Bommel, francamente sgradevole per la reiterata durezza delle entrate e gli atteggiamenti sempre antipatici tanto verso i giocatori avversari come verso l’arbitro.
Non sarà ortodossa, ma comunque l’Olanda in questo modo riesce ad accorciare tantissimo lo spazio giocabile, come non era riuscita a fare la Germania. A differenza dei tedeschi pressa subito i difensori spagnoli, impedisce ad Iker di giocare corto dal fondo e soprattutto non concede lo spazio tra le linee. Anche se attraverso la zona imbastardita di cui sopra, l’Olanda toglie alla Spagna la chiave tattica della gara contro la Germania, ovvero gli appoggi sulla trequarti di Pedrito “alla Silva” e di Iniesta.
Gli oranje spezzano del tutto la continuità d’azione spagnola (nemmeno due passaggi di fila, zero cambi di gioco), e portano la gara nel terreno prediletto, rendendola irregolare e nervosa.
Poi si riesce pure a tenere palla un po’ di più, con Stekelenburg che non ha nessuna fretta a cincischiare passandosela coi difensori (anche questo fa brodo nella battaglia per assicurarsi il controllo del tempo oltre che dello spazio, le due dimensioni fondamentali del gioco), ma soprattutto riesce ad attivare Kuijt e Robben in zone più avanzate. Un fattore di stress notevole per la Spagna, che per contenere il buon Arjen (cervello calcistico limitatissimo, ma gambe e piedi cui è quasi impossibile stare dietro) deve mandare dai due ai quattro giocatori (!), fra i ripiegamenti di Iniesta e Pedrito in aiuta a Capdevila e gli slittamenti laterali di Xabi Alonso e Puyol.
E Robben nel recupero si rende protagonista del primo avvicinamento serio alla porta di Casillas, classico movimento a rientrare sul sinistro e conclusione da fuori verso il primo palo deviata in angolo.

La ripresa testimonia ancora di più come l’Olanda si trovi comoda in una partita inguardabile. Della Spagna non si hanno notizie, mentre gli arancioni esaltano il proprio ostruzionismo fino al punto di trasformare l’ossimoro in realtà, inventando la “sportività antisportiva”. Sempre il mitico Van Bommel: la Spagna sta attaccando sulla trequarti avversaria, butta il pallone fuori per far soccorrere un giocatore, e a quel punto Van Bommel non solo lo restituisce lontanissimo (cosa che purtroppo fanno tutti), ma evita apposta di restituirlo a Casillas, per destinarlo invece, con un sapiente tocco d’esterno in fallo laterale, vicino all’area spagnola, per dare agli olandesi il vantaggio di poter salire a pressare la rimessa. Il labiale di Xavi, colto dalle telecamere e rivolto proprio all’ex compagno blaugrana, è inequivocabile: “y también va a presionar, ¡mamón!”.
Si cita quest’episodio giusto per passare il tempo, perché non succede nulla, almeno fino al 61’. È un classico di queste gare che chi inizia con l’idea di fare la partita e si veda frustrato alla fine sia più propenso a cadere nelle distrazioni e concedere l’episodio letale. Avrebbe potuto esserlo la fuga di Robben, ispirata da un lancio di Sneijder che coglie la difesa spagnola larga al centro: Arjen saluta tutti, ma non è sufficientemente freddo davanti a Casillas. Uno degli episodi decisivi della serata.
Una gara che col passare dei minuti comincia ad aprirsi, perché influisce la stanchezza. L’Olanda può sempre meno praticare quel gioco di duelli intensissimi e di pressione individuale asfissiante (più dispendioso di una zona ben fatta). Quindi ripiega mantenendo più riconoscibili le due linee di difesa più riconoscibili, presidiando più che che andando a caccia dell’avversario, ma gli spazi aumentano, è fisiologico.
Questo cambia anche le esigenze degli allenatori: è un momento in cui ci si può giocare maggiormente la carta della velocità e degli uno contro uno, e praticamente tutti i cambi risponderanno a questa logica. La prima mossa è di Del Bosque, con Navas al posto di Pedrito (che certo non ha replicato la brillante prova con la Germania). Il sevillista ti dà meno soluzioni tattiche, ma è più dotato. Da lui nasce l’occasionissima che Villa, servito da un’incredibile ciccata di Heitinga, spreca sottoporta al 69’. Anche Van Marwijk ragiona così, velocità e dribbling, quindi dentro lo spettacolare Elia.
Ramos al 76’ fallisce un’altra ghiotta occasione (su un calcio d’angolo non lo marca nessuno ma lui di testa manda sopra la traversa), al 77’ Iniesta rischia per una reazione su Van Bommel, ma la bomba è all’82’, su un casuale ma affilatissimo contropiede olandese: ancora Robben sbuca e si beve tutti i metri di vantaggio di Puyol, va come un treno ma non riesce a dribblare Casillas. Episodio piuttosto sospetto, perché Puyol allunga un braccio su Robben lanciato, sarebbe trattenuta ed espulsione, ma l’olandese resta in piedi (molto sportivo nell’occasione, o forse solo pienamente convinto di poter segnare) e scappa.

Altri cambi all’insegna del “ci sono gli spazi, giochiamocela”. Cesc per Xabi Alonso è giusto, nell’intento di dare una proiezione più verticale al gioco spagnolo. Idem Van der Vaart per De Jong nel primo tempo supplementare, al 99’: De Jong è già ammonito, poi la squadra è stanca, non può accorciare più come prima, allora tanto vale mettere nel cuore del centrocampo il madridista, che certamente aumenta le possibilità di rilanciare l’azione.
Con questi spazi nei supplementari la gara comincia a pendere leggermente verso la maggior qualità della Spagna (che reclama un rigore su Xavi al 91’: a me non sembrava tale, poi la moviola della RAI fatta da un ex-arbitro dice che invece c’era, e allora non so cosa pensare), grazie anche alla freschezza di Cesc e Navas. Cesc si mangia un gol al 94’ su un contropiede che permette a Iniesta di smarcarlo davanti a Stekelenburg: errore analogo a quello di Robben nei tempi regolamentari, scarsa freddezza.

Il secondo tempo supplementare vede l’ingresso di Torres al posto di Villa, anche questo giusto perché il Guaje non ne ha più e soffre comunque tutta la serata nella posizione di punta “troppo unica", costretto eccessivamente ad appoggiare spalle alla porta e mai liberato nelle percussioni che preferisce, partendo dalla fascia o pochi metri fuori dall’area.
Dai e dai, l’Olanda rimane in dieci uomini: secondo giallo al 106’ per Heitinga, nemmeno il più cattivo degli olandesi (poi Webb grazierà Robben, a norma meritevole anche lui della seconda ammonizione per aver concluso a gioco già fermo), ma sicuramente l’anello debole della difesa. Giocatore fisicamente esuberante, dotato pure di discreta tecnica, ma con letture difensive che troppo spesso lasciano a desiderare. Meglio, molto meglio, Mathijsen, il migliore in campo per gli olandesi: solitamente snobbato e accompagnato dall’ingeneroso ritornello “eh, ma al suo posto un tempo c’era Krol”, il mancino dell’Amburgo ci mette concentrazione, tempismo, sobrietà e in alcuni momenti persino eleganza, mantenendosi su standard di gioco pulito alieni a molti dei suoi compagni.
A quattro minuti dalla fine Iniesta entra nella storia, al termine di un’azione confusa e di nervi tipica di queste partite quando arrivano ai supplementari. C’è anche un siparietto di protesta degli olandesi, che reclamano a ragione per un calcio d’angolo clamorosamente non visto, ma avvenuto quasi due minuti prima…

VALENTINO TOLA

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FURIE...COMMOSSE!

Minuto 116, Iniesta sta per scoccare il dardo che si rivelerà vincente ed in quei lunghissimi, interminabili istanti riavvolgo il nastro della memoria, come il morente che vede passarsi davanti tutta la vita in un attimo prima di tirare le cuoia, e la Spagna calcistica degli ultimi 25 e passa anni, intesa come nazionale maggiore, mi scorre veloce con il suo carico beffardo di momenti che non arrivavano mai per il gioco crudele del destino e per la pervicace mattanza arbitrale cui di tanto in tanto era sottoposta la roja, rossa di vergogna, rossa dall'ira.
Quando l'Andrès manchego è solo a due lettere dal riscrivere la storia, una gomitata mi sconquassa l'anima, un colpo secco, un residuale storico che giunge nella frescura sudafricana dalla canicola americana, da quel vulcano di lava bollente di Foxborough quando il 9 luglio di sedici anni orsono un energumeno chiamato Tassotti assesta un colpo di una violenza e viltà inaudita spaccando la faccia ad un Luis Enrique grondante di sangue, lacrime e vendetta e scippando sotto gli occhi freddi e calcolatori del pannonico Sandor Puhl una qualificazione alle semifinali che sarebbe stata sancita dal rigore solenne più radiazione del pessimo terzino destro. Episodio che invece consentì alla "Banda Bassotti", anzi, scusate, "Banda Tassotti" di arrivare sino alla finale dopo che nel turno precedente (ottavi) si era sfruttata l'occasione di rimanere aggrappati al mondo dalle scale dell'aereo del mesto ritorno, tramutando il oro il torello da spiaggia di Oliseh e soci nigeriani per arrivare ad affrontare la Spagna di Clemente.
La storia recente ci aveva già raccontato dei rigori di Puebla nei quarti contro il Belgio, ci avrebbe poi deliziato delle papere di Zubizarreta in Francia, della combine in Corea del Sud-Giappone, dello scontro troppo anticipato con la Francia quattro anni fa senza dimenticare incidenti di percorso vari agli Europei.
Quindi, quel pugno alla malvagità inaudita della storia che stava per assestare il più mite e timido degli spagnoli, sembrava proprio un tardivo e parziale "recupero crediti" da parte di un'intera nazione beffata dal Dio Pallone per troppe, troppe volte.
E così, il più mite e timido, come dicevamo, aveva finalmente l'occasione per fare almeno in parte giustizia e con tutta l'acqua cheta che si portano dietro i taciturni, rompeva i ponti, anzi il ponte con il passato e la storia che al minuto 116 veniva definitivamente riscritta e riveduta a livello mondiale. Non più spagnoli strepitosi nelle qualificazioni e nell'avvicinamento ai mondiali, ora anche tremendamente efficaci e che a colpi di uno a zero si beffavano passo dopo passo di avversari e destino come nel più classico esempio di contrappasso.
Un finale che non poteva essere diverso per una generazione di fenomeni che sta creando parecchie illusioni e che sta godendo del plauso sincero e meritato di gran parte del mondo del calcio, e a livello planetario. Calciofili, addetti ai lavori, semplici spettatori sono concordi (quasi tutti) sul valore assoluto di questa generazione di calciatori e di questa filosofia di gioco.
Una finale quasi annunciata dal sottoscritto al momento di stilare una griglia personale di favorite (articolo sul blog) nella quale l'Olanda ha fatto quasi tutto al meglio delle proprie potenzialità contro una squadra che ha già fatto la storia (e la doppietta Europeo-Mondiale) e che probabilmente segnerà un'epoca per stile di gioco e risultati in virtù dell'enorme ricambio e della gioventù di gran parte dei 23 della spedizione sudafricana.
L'Olanda è stata spazzata via, durante le gare di questo mondiale, da giudizi superficiali, poco professionali e ingiusti da parte dei media televisivi, stampa e addetti ai lavori continuando ad essere paragonata ad una generazione che mai più tornerà con così tante figure mitologiche e con cotanta capacità di segnare un periodo storico del calcio pre-moderno. Come si fa a prendere ad esempio l'Olanda di Cruijff, Rensenbrink, Rep, Krol, Neeskens, Suurbier, i gemelli Van de Kerkhof, Haan, Van Hanegem...? Come si fa a porre l'asticella dei paragoni così in alto? Mi sembra oggettivamente una questione su cui non stare a dilungarsi nemmeno un secondo in più: QUELLA ERA E RIMARRA' UNA GENERAZIONE DI STELLE INARRIVABILE PER UN PAESE DI POCO PIU' DI 16 MILIONI DI ABITANTI... ! Punto!
L'Olanda d'oggi è un'Olanda dotata, tecnica al punto giusto, solida nei reparti che, prima della finale, aveva inanellato ben 25 risultati utili comprese le 8 vittorie nel girone qualificativo a 5 squadre che aveva proiettato gli orange in Sudafrica con il 100% dei punti (come la Spagna). Paesi Bassi non tremendamente spettacolari ma assiduamente tentacolari con un gioco sparagnino, votato più al fatto che alla dimostrazione, alla giostra libera dell'ultimo Europeo si è aggiunta la cassa dove si deve pagare il biglietto per divertirsi. Un pedaggio che via via, hanno dovuto pagare Danimarca, Giappone, Camerun e Slovacchia prima della "montagna russa" verdeoro su cui i giostrai arancioni sono saliti (loro) per poi scendere senza vertigini, anzi facendo piangere i fanciulli sudamericani. Un ultimo colpetto con l'Uruguay e poi spediti verso i toreri arrivando laddove si era spinta e spenta la generazione dei Cruijff, ma con l'onore delle armi e resistendo alla Spagna come nemmeno la Germania dell' 8-1 all' Argentinghilterra aveva potuto vantare qualche giorno prima.
La gara invero poco spettacolare, ha ricalcato il copione di mille finali dove la posta in palio rende anche il "volatile" e "volubile" Jabulani una palla medica e i piedi più fini sembrano usciti dal ferramenta.
Il filo conduttore che aveva accompagnato le uscite iberiche è stato sapientemente e brutalmente allentato dalla tattica raccolta olandese e dalle mazze chiodate di De Jong e Van Bommel pronte ad infliggere colpi da calcio uruguagio che fu, con un Webb preso in mezzo tra l' applicare la sanzione e scatenare la reazione o dare l'occasione per una nuova redenzione. Optando per la seconda si è inghiottito almeno un paio di rossi profondamente rossi che persino Dario Argento sarebbe inorridito. Prima Van Bommel solleva letteralmente da terra Iniesta come una una macchina tosaerba fa saltare in aria i fili d'erba (ma Iniesta è comunque un corpo solido, benché esile), poi De Jong decide di azzannare il cuore di Xabi Alonso con una "Cantona" d'autore. Sempre nel finale di tempo poi, Sneijder decide di dissimulare un intervento fallosissimo ed intenzionale con un colpo di prestigio (si rotola a terra tarantolato per indurre l'arbitro a pensare che l'mpatto sia stato contemporaneo a Busquets mentre il fallaccio è solo suo) imparato con l'insegnamento di un anno del mago dei prestigiatori, Mr Mourinho.
Aldilà dell' aldilà c'è però da sottolineare la grande compattezza olandese e l'enorme recital di un Van Bommel che spurio di provocazioni e trucchetti rimane un Signor centrocampista e la perfetta sincronia della coppia Heitinga-Mathijsen, la vera forza di quest'Olanda 2010...altro che Sneijder-Robben...I due centrali coronano un mondiale assolutamente rimarchevole con l'ennesima prestazione impeccabile. Mathijsen, che mancava proprio contro il Brasile del gol in prefetta solitudine nel cuore dell'area di Robinho, sta incorniciando due ultime stagioni meravigliose disputate con la maglia dell Amburgo e sentire le continue aspre critiche che piovono dalla stampa e dai commentatori tv italiani a questo difensore mi fa inorridire. Comanda la difesa, sempre puntuale, concentrato, e l'uomo che chiama il fuorigioco, deciso e pulito negli interventi, il piede è più che valido, ma il ritornello su questo giocatore è un mantra che ha sinceramente stufato. Heitnga, riciclato da Moyes nell'Everton come mediano, nell'Atletico ha giocato anche da terzino destro è stata la vera sorpresa dell'Olanda mondiale. La Spagna, che nelle altre gare ha spesso violentato le cerniere centrali delle altre squadre, è penetrata pericolosamente solo in un paio d'occasioni in 120 minuti più recuperi.
L'Olanda, che schierava 5 reduci della Liga, dai recenti Heitinga, Robben e Sneijder ai "vecchi" Van Bronckhorst e Van Bommel ha subìto un tiqui taca meno incisivo del solito e addirittura nel secondo tempo ha messo la testa fuori con un'occasione che Robben ricorderà vita natural durante.
Alla girandola di ali cambiate nel secondo tempo (Jesus Navas per Pedro, Elia per Kuijt) e di occasioni (Sergio Ramos alla terza della serata manda sciaguratamente alto di testa, Villa solo davanti ad un Heitinga sdraiato tira sul corpo dell'olandese hanno riempito di panico tutti gli appassionati spagnoli, Mathijsen di testa eguagliava il Ramos del secondo tempo ed aumenta i rimpianti orange) non fa seguito un cambio nello score che, rimanendo intonso porta tutti ai supplementari dove si registra un lento ma incalzante dominio spagnolo favorito dalla forza fresca Fabregas che si procura un'altra chiarissima opportunità da rete e poi fornisce l'assist dell'apoteosi a colui che più di tutti incarna lo spirito e la classe della generazione dei palleggiatori; palleggio finalizzato allo spettacolo ed al risultato che fa provare uno strano piacere, quello di voler ritornare sui campi a rigiocare e reimparare a giocare al calcio, il gioco più semplice del mondo se hai il genio nei piedi e nella testa.. .Mai vittoria fu più meritata...(sembra di ricordare una frase già sentita nel 2008...)!

VOJVODA

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Vince la Spagna, come da pronostico. Vince la finale, soffrendo non poco l'Olanda che gioca forse qui la sua migliore partita: sicuramente la più ordinata. Van Marwijk abbozza una strategia iniziale perfetta non concedendo mai il gioco tra le linee agli spagnoli. Certo, a mio parere, avvantaggiato dall'assenza di una punta centrale (Torres o Llorente) forte fisicamente, occupando maggiormente i due centrali Heitinga e Mathijsen, due onesti mestieranti che invece hanno fatto un figurone. Bravo van Marwijk, inferiore certamente per qualità e mezzi, a cercare di muovere la partita proponendo idee vere come l'entrata in campo di Elia a sinistra e soprattutto van Der Vaart per de Jong e la riproposizione di una specie di 4141 che aveva funzionato in semifinale contro l'Uruguay. Le occasioni per andare i vantaggio gli arancioni l'hanno avuta, anche evidente, con Robben. E solo essere arrivato a giocarsi una partita che poteva essere decisa da un episodio certifica della bontà del lavoro del CT olandese, fin qui soprattutto agevolato da un tabellone non impossibile. La Spagna vince proponendo una novità calcistica come nessuno, a livello di nazionale, nel football moderno. Una diretta conseguenza del lavoro svolto in questi anni dal Barcellona, a partire dall'era Cruijff in poi. Tuttavia se l'atteggiamento del Barça è volto alla ricerca di un'alternativa credibile pur nella continuità della situazione chiave di possesso palla, la Spagna si è molto avvitata su se stessa, per l'insistenza di del Bosque su tre-centrali-tre (Xavi -immenso, l'uomo chiave di questo tiki-taka-, Xabi Alonso e Busquets) schierati in mezzo al campo. Tante, troppe palle giocate sui piedi e non nello spazio e tentativi di verticalizzazioni elementari, facilmente leggibili. Il coraggio di giocare con tre punte vere (quindi con Villa e Pedrito o Jesus Navas sui lati e un centravanti "fisico" in mezzo) Del Bosque non l'ha mai avuto, piegandosi alla certezza del possesso palla: il piede di Casillas lo ha salvato da una delle sconfitte più imbarazzanti di sempre (da non scordare il lusso di Fabregas in panchina). Epperò ha vinto e osservando la traiettoria di tutto il torneo è sicuramente giusto così.

CARLO PIZZIGONI

44 commenti:

  1. almeno che non ce la vengano a menare col jogo bonito sti truzzi catenacciari.

    KUBALA

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  2. cambia ritornello!!

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  3. Beh, non ha vinto la squadra più spettacolare del mondo; sicuramente ha vinto la più forte. Se pensiamo che questa Spagna ha raramente brillato in questi mondiali ci rendiamo conto di come il divario con tutte le altre nazionali fosse enorme. Niente da dire, battute Germania (vincitrice a sua volta su Argentina e Inghilterra) e Olanda (che aveva sbattuto fuori il Brasile), e col minimo sforzo, verrebbe da aggiungere, visto il potenziale. Per quanto mi riguarda la chiave della partita è stata l'ingresso di Navas; fino ad allora pensavo ancora che l'Olanda potesse avere qualche chance. Quando però Robben si mangia non una ma ben due occasioni nitide, allora vuol dire che non è serata. L'Olanda poteva pungere solo con l'arma dimostrata contro Brasile e Uruguay: il cinismo, la freddezza dei suoi campioni. Invece niente, buio totale. Sfumate le opportunità olandesi, a lungo andare è emersa la classe spagnola (Iniesta su tutti, ma anche Fabregas, quando Del Bosque si è degnato di farlo entrare). Polemizzare sull'arbitro, come in molti faranno, è vano: da tempo Silvio fa notare sul suo blog che gli errori di Webb, per quanto grandi e frequenti, non sono mai unilaterali.
    Tommaso.

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  4. se non cambiano loro non cambio io.

    non ho visto emergere mai nessuna classe, il gol è venuto dopo un errore molto sospetto dell'arbitro e da un rimpallo. francamente da chi strombazzava jogo bonito ci si aspettava di più.

    polemizzare sull'arbitro poi non sempre è vano. chiedasi a moggi. il presidente della FA David Triesman (non il primo che passa dunque) ha sostenuto in una conversazione privata (quindi al di sopra di ogni sospetto) che esistono le prove del tantativo da parte della federazione spagnola di comprare gli arbitri del mondiale.
    conoscendo i vertici della federazione spagnola e in generale il modo in cui gli spagnoli intendono lo sport non mi sorprenderebbe. bisognerebbe andare a fondo a questa faccenda anche perché di favori la spagna ne ha avuti eccome.
    la squadra migliore? non scherziamo. una SQUADRA è un' altra cosa.

    KUBALA

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  5. a me sembra che Sneijder dovesse ricevere il secondo giallo per aver calciato in porta a gioco ampiamente fermo, De Jong ha tentato di aprire il torace di Xabi Alonso, c'era poi un rigore su Xavi da parte di Heitinga. Dove sono tutti i favori ricevuti dagli spagnoli in finale? Il Mancato corner concesso? Ma stiamo scherzando? Può piacere o meno il gioco della Spagna, ma dire che ha vinto per favori arbitrali mi sembra più da tifoso di calcio italiano che commenta le vittorie della squadra rivale...

    DVM

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  6. non c'era nessun rigore su xavi come le immagini dimostrano. se andava espulso de jong lo stesso era da fare con ramos e altri spagnoli che non si sono certo tirati indietro in questa rissa. puyol andava espulso, tanto per dirne una.
    il mancato rigore concesso, enorme, come ha fatto a non vedere? il gol al portogallo? l'arbitraggioa senso unico contro la Germania?
    i favori ci sono e sono evidenti. ed è un fatto che prima dei mondiali in una conversazione privata il presidente della FA parlava di tentativo da parte della federazione spagnola di voler comprarsi degli arbitri.
    il tifoso italiano che commentava lamentandosi delgi arbitri aveva ragione come calciopoli ha ampiamente dimostrato. io ben prima di calcipoli ho denunciato questo prima ancora per le altre squadre, per la mia, il Milan, che ha rubato come e più della juve. ora però vorrei che si indagasse anche sulla federazione spagnola. e anche su altri casi sospetti dello sport spagnolo.

    KUBALA

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  7. a me sembra che ci sia poco da dire sulla vittoria della Spagna, e lo dico non certo da simpatizzante delle Furie Rosse. L'Olanda ha fatto quello che doveva, difendendo benissimo e concedendo solo due occasioni nette (il tiro da due passi di Villa dopo ciccata di Heitinga e il gol), peraltro causate da errori individuali in disimpegno; come dice Tommaso, van Marwijk aveva puntato tutto sul contropiede e l'ispirazione dei suoi campioni, ma è stato tradito da Robben. Sneijder si è sacrificato molto, ha inciso poco davanti eppure ha messo un paio di filtranti da leccarsi i baffi.
    La Spagna sicuramente non ha espresso il calcio migliore del torneo (ma a parte la Germania - e il Brasile a tratti - chi ha coniugato vittorie e bel gioco?), però ha incassato pochissimo, ha dominato semifinale e finale, ha il capocannoniere e il miglior portiere: cosa chiederle di più? Che questa non sia la squadra di Aragones si è capito, tuttavia penso ci siano pochi dubbi sulla vittoria del Mondiale. Giocando al 50% rispetto agli Europei, soprattutto a causa di Del Bosque, si sono presi la Coppa senza tanti problemi. Complimenti, per me se la sono meritata.

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  8. Mah, io ho credo che l'espulsione per l'entrata di De Jong sia necessaria, visto che i tacchetti sono entrati nella cassa toracica di Xabi Alonso e vedo che non dici nulla sul mancato doppio giallo a Sneijder, mi sembra che tiri fuori solo gli episodi che fanno comodo...

    Come dice Edoardo la Spagna non ha espresso il calcio migliore, ma non ha preso praticamente mai gol e dominato semifinale e finale. Dire che per merito degli arbitri significa essere di parte secondo me, visto che contro la Germania hanno portato i tedeschi a tirare in porta la bellezza di 2 volte in 90 minuti. La Germania che vantava il miglior attacco del Mondiale tra le squadre in semifinale. La rosa della Spagna era di gran lunga la più forte, con ogni ruolo dell'11 coperto da un giocatore che può entrare tranquillamente tra i primi 3 al mondo (eccetto il terzino sinistro). Vittoria al Mondiale meritata.

    DVM

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  9. Sugli episodi della moviola:
    Nell'Olanda andavano espulsi de Jong, Van Bommel, e Robben. Fai rimanere L'Olanda almeno in 9 e vediamo se la partita non cambia, altrochè calcio d'angolo. Contro la Germania state ancora a recriminare, quando non c'era nè il fallo su Ozil nè quello reclamato dagli spagnoli su Sergio Ramos. Contro il Portogallo Villa in fuorigioco: vero.
    Alla Spagna sono anche stati negati due rigori nella fase dei gruppi: uno su Silva che avrebbe evitato la sconfitta con la Svizzera, e uno su Torres contro il Cile, oltre a quello di Fabregas contro il Paraguay. La Spagna in definitiva, non mi sembra stata assolutamente favorita dagli arbitri, questo dicono i fatti... se poi vogliamo parlare del calcio d'angolo (!) non dato all'Olanda e non parlare del fatto che avrebbe dovuto finire la partita con 8-9 uomini parliamone pure, ma da te Kubala, che scrivi sul tuo blog che in Chelsea-Barça non c'era nessun penalty (io tifo Barça ma il rigore di Piquè l'hanno visto anche in Arabia Saudita) non penso ci si possa grande accuratezza per quanto riguarda la moviola.

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  10. dominato la semifinale forse (senza però tirare mai in porta), ma la finale assolutamente no. meritava molto di più l'olanda. gli episodi sono sotto gli occhi di tutti.
    ripeto nella spagna andava espulso sicuramente puyol e pure sergio ramos: loro non hanno randellato certamente meno degli olandesi.

    il rigore di pique contro il chelsea non c'era. per il tocco di mano conta la volontarietà. vedo che avete due pesi e due misure.

    KUBALA

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  11. Kub, direi che possiamo anche smetterla con queste polemiche arbitrali che stanno facendo assomigliare questo post a una discussione da Controcampo. Credo che molti di noi appassionati di calcio estero provino particolare fastidio per le diatribe del tipo "era rigore/no non lo era", quindi direi di parlare di altro. Ci sono talmente tanti spunti tecnici che finire a parlare di arbitri e moviole mi sembra davvero triste.

    Sul fatto che la Spagna non abbia dominato la finale, senza tirare fuori il dato sul possesso pallo (indicativo fino a un certo punto) mi sembra che l'Olanda abbia avuto solo due palle-gol molto grosse, peraltro con due contropiedi partiti da lanci chilometrici e che solo uno scattista come Robben poteva trasformare in occasioni. Per il resto orange sempre nella loro metà campo, molto bravi in fase difensiva ma poco altro.
    La Spagna ha avuto i soliti limiti, dovuti - come ha ripetuto fino alla noia Valentino - a quel "trivote" poco comprensibile, però ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco e ha creato abbastanza in rapporto alle partite precedenti. Con un Torres in forma (o rischiando magari Llorente centrale) per me la partita sarebbe finita entro i 90' e con un punteggio superiore all'1-0.

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  12. Edo, qui non c'entra controcampo. qui c'è un exministro ed expresidente della più importante federazione calcistica al mondo che dice, prima del mondiale e in una conversazione privata che ci sono le prove che la federazione spagnola ha cercato di comprarsi gli arbitri del mondiale. credo che si debba investigare su questo.

    il resto è fuffa. torres non era in forma ma neanche c.ronaldo, robben, van persie. e se c'era Muller in semifinale?

    discorsi che lasciano il tempo che trovano.

    KUBALA

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  13. Appunto, dico infatti che Del Bosque avrebbe potuto mettere Llorente che col Portogallo aveva fatto molto bene. Poi è normale che siano discorsi che lasciano il tempo che trovano, ma se ragioniamo su questa base allora è meglio chiudere i commenti ;)

    Su questa cosa che riferisci, che dire: se le prove ci sono che le tirino fuori, altrimenti silenzio. Anche l'Athletic è stato accusato di essersi comprato la partita salvezza col Levante del 2007...dicevano che c'erano intercettazioni, prove e blablabla. Risultato: io di quell'inchiesta non ho più sentito parlare. Tra dire una cosa tirare fuori fatti concrti ce ne corre.

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  14. Edo qui non stiamo parlando di uno al bar o un presidente che dopo essere retrocesso esce davanti alle telecamere e spara. Questa persona, già ministro laburista, già membro del Partito Comunista del Regno Unito, insomma una personalità di valore, PRIMA del mondiale, in una conversazione PRIVATA, parla di PROVE. indaghiamo e vediamo. conoscendo bene la fama di chi c'è al vertice della federazione spagnola personalmente non ho molti dubbi(come non avevo dubbi molto prima di calciopoli riguardo moggi e galliani): la spagna si è comprata il mondiale. PUNTO.

    KUBALA

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  15. Se si è comprata il mondiale come spieghi tutti gli episodi sfavorevoli alla Spagna? rigore al Paraguay, esplusioni mancate agli olandesi, rigori non dati alle Furie Rosse (Svizzera, Cile) ... ah sì dimenticavo... Webb era stato istruito cosi bene che sapeva che al 116' Iniesta avrebbe fatto gol, quindi non ha dato calcio d'angolo apposta perchè sapeva che sull'azione successiva la Spagna avrebbe segnato. Cosi come col Paraguay... la Spagna ha istruito cosi bene gli arbitri che le danno un rigore contro al 70' perchè sapevano che Casillas l'avrebbe parato... dai Kubala smettila di prenderci in giro che le partite le guardiamo anche noi..
    Certo che gli spagnoli istruiscono proprio bene questi arbitri, vero?

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  16. KUBALA è da inizio mondiale che rosichi per la Spagna, direi che è giunta l'ora di mettersi l'anima in pace e di lasciar spazio a commenti più obiettivi.

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  17. torno dopo 10 ore e stiamo ancora parlando di moviole?
    penavo fosse un post sulle arti marziali dopo quello che ho visto fare a De Jong...

    rosicate gente rosicate

    Santeria

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  18. più che altro, basterebbe UN post per dire che si pensa che la Spagna abbia rubato il mondiale. Se lo si ribadisce in dieci messaggi consecutivi si soffoca la discussione a quelli che magari vorrebbero provare a parlare di calcio.

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  19. ah dimenticavo
    FORLAN capocannoniere...

    Santeria

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  20. Ragazzi, provo una profonda tristezza per lo scadimento del livello della discussione in questo blog.

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  21. Diciannove commenti e non uno che parli di calcio, a parte quelli di Edo e Tommaso. E io ci avrei messo anche qualche oretta per rivedermi la partita e offrirvi un'analisi più dettagliata possibile secondo il mio personale punto di vista...

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  22. Ragazzi, approfitto dell'intervento di Valentino per ricordarvi ch qua radiremmo parlare di calcio, non di moviole o di presunti complotti. Kub, ti ripeto ciò che ho detto prima: servono le prove, se parli di certe cose ne hai l'onere, altrimenti il silenzio è d'oro.

    Vale, ovviamente aspettavamo tutti il post che ti spettava di diritto, e devo dire che ne è valsa la pena ;)
    Secondo me se stato anche troppo severo con la Spagna, che per me ha finito in crescendo tra Germania e Olanda; d'altra parte, gli orange hanno impostato una gara d'ostruzionismo e di aggressività (quando non aggressione vera e propria) che avrebbe messo in difficoltà chiunque. Se posso azzardare un critica generica a tutti gli avversari incontrati dalla Spagna (tolti ovviamente i meno attrezzati, tipo il Paraguay), secondo me sono stati tutti troppo rinunciatari in partenza, mentre per come Del Bosque l'ha pensata questa squadra era più affrontabile a viso aperto rispetto a quella di Aragones; un attacco maggiormente leggibile, un centrocampo privo di un vero interdittore, il "trivote" che si pesta i piedi...tutti elementi che a parer mio avrebbero permesso, con un pizzico di coraggio in più, partite non dico più combattute, ma giocate più cercando il confronto e non l'imbucata in contropiede. Magari sbaglio, ma questa cosa mi è parsa evidente già dalla gara col Portogallo (mai visto così difensivista da quando seguo il calcio, idem con l'Olanda di ieri).

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  23. Faccio i complimenti a Valentino oltre che per l'analisi come sempre perfetta anche per essersi sorbito più di una volte le due ore bruttine di ieri. Ripeto, a me la Spagna non ha incantato però gli riconosco una superiorità soprattutto tecnica che in questa competizione è risultata assolutamente incolmabile (perchè come detto tante volte questa squadra non ha mai vinto giocando al 100%). Spero comunque che Del Bosque abbia definitivamente realizzato che in futuro tenere un giocatore come Cesc fuori dall'undici titolare sarà un attentato al calcio. Penso che siamo tutti d'accordo nel dire che senza di lui e senza Navas gli ultimi trentacinque-quaranta minuti di gara sarebbero stati molto diversi. Anche qui si è vista l'abissale differenza tra le due nazionali: nessun'altra squadra al mondo può permettersi di tenere in panchina un genio del centrocampo come il capitano dei gunners.
    Tommaso.

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  24. Concordo con Edoardo , sembra quasi che le squadre abbiano affrontato la Spagna di Del Bosque (ormai possiamo dirlo, campione del Mondo cmq aldilà di tutte le giuste critiche..)preparando al videotape la Spagna di Aragones....

    finale brutta molto brutta, primo tempo inguardabile.
    Non voglio tornare sugli arbitraggi, ci mancherebbe, certo che se De Jong fà un intervento del genere e non tiri fuori il rosso e normale che un Van Bommel qualsiasi non voglia sentirsi da meno. Tralasciamo i discorsi , stile Rai, : "si sarebbe rovinata la finale con un rosso nel primo tempo". Sono convinto che la finale sia rovinate (anche) per il contrario. I giocatori dopo quell' intervento si sono sentiti legittimati a picchiare...

    Lancio la Top 11:
    Casillas
    Ramos - Puyol - Lugano - Van bronckhorst
    Iniesta - Xabi Alonso- Sneijder - Muller
    Forlan - Villa

    Santeria

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  25. @ Edo
    Sì, ci sta anche non giocare bene quando gli avversari giocano al 100% contro di te perché sanno che sei la squadra da battere e che la prima cosa è impedirti di fare il tuo gioco. Comunque, credo potesse dare di più come gioco questa squadra, anche al di là degli avversari.

    La tua critica la condivido. La Spagna era attaccabile pressando alto perché non sempre aveva i collegamenti facili per uscire dalla metacampo e portare palla fino alla trequarti. In alcune partite abbiamo notato una separazione vistosa fra il blocco arretrato e quello avanzato della Spagna. La Spagna era attaccabile anche perché non ha mai utilizzato l’alternativa della palla lunga alle spalle della difesa avversaria (che questi spazi dovrebbe lasciargli ogniqualvolta alza il baricentro per pressare). Non l’ha utilizzata quando c’erano Villa e Torres, che erano buonissimi per attaccare questi spazi, e ancora meno l’ha utilizzata quando in attacco c’era il solo Villa. E non era neanche comoda da utilizzare, perché lo Jabulani rimbalzando schizza via e non rende semplici lanci e cambi di gioco.
    Le squadre che hanno pressato alta la Spagna sono state il Cile (che lo ha fatto magnificamente fino a quando l’espulsione di Estrada non ha rovinato la partita) e il Paraguay. L’Olanda lo ha accennato nel primo tempo, ma non aveva l’organizzazione delle due sudamericane. Era al 99% ostruzionismo. Il problema del Portogallo è che non aveva una fase di possesso organizzata. Poi magari pressando più alto potevano aggirare un po’ il problema (con meno metri da percorrere per attaccare), però non è nemmeno facile. Tanti giocatori spagnoli dietro a inizio azione significano una Spagna che fa fatica a distendersi, ma significano anche difficoltà per togliergli il pallone, proprio perché i giocatori sono tanti e lo perdono difficilmente. Quando poi nelel ultime due gare Del Bosque ha tolto Torres e messo una mezzapunta in più, la Spagna ha trovato un appoggio in più per distendersi, anche se i giocatori disponibili per finalizzare rimanevano sempre troppi pochi.

    @ Tommaso
    Concordo con la tua visione complessiva del mondiale spagnolo.
    Però temo che su Cesc dovremmo continuare a stracciarci le vesti. Del Bosque credo che non si smuoverà dai due centrocampisti “di posizione”, e il terzo posto sarà ancora per un po’ riservato a Xavi.

    @ Santeria
    Il mio top 11:
    Casillas
    Ramos Lugano Alcaraz Fabio Coentrao

    Schweinsteiger Xabi Alonso
    Mueller Iniesta


    Forlan Villa

    Probabile che me ne sia dimenticato altri. Casillas l’ho messo con scarsa convinzione. Non ha fatto un gran mondiale, ma veramente l’offerta alternativa era scarsa.

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  26. Iniesta è un fenomeno. E non parlo del calciatore, ma dell'uomo.

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  27. partita brutta, è vero, perché di livello estetico indegno del palcoscenico; però tutt'altro che noiosa, almeno dal secondo tempo in poi).

    Avete ragione quando sottolineate che la Spagna di Del Bosque sarebbe stata vulnerabile ad un pressing alto, viste le distanze ridotte e spesso poco razionali fra gli uomini di centrocampo; e come brillantemente ha osservato Valentino, un pallone leggero come lo jabulani avrebbe diminuito i rischi di questa tattica, visto che dosare la profondità del passaggio filrante è più difficile.

    D'altro canto però in una partita che può durare 120' il pressing alto comporta anche lo svantaggio di prosciugare le energie della squadra che lo applica; i tedeschi per esempio mi hanno dato la sensazione di difendere consapevolmente bassi, badando a risparmiare energie fidando nella loro difesa, nella prodigalità degli iberici in zona gol e mirando magari a prendere il sopravvento nei supplementari.
    Gli stessi olandesi hanno alzato molto la pressione nei primi venti minuti del secondo tempo, per poi calare di schianto in coincidenza con l'entrata di Navas da una parte (che ha dato uno "sfogo" in quel momento necessario alla manovra spagnola) e poi di quella di Elia (che ci ha messo un buon quarto d'ora per capire quale zona presidiare).

    Col senno di poi penso che l'inserimento di Fabregas al posto del pur fortissimo Xabi Alonso sarebbe stata una mossa che avrebbe migliorato la fluidità della manovra iberica già nelle partite precedenti, vista la maggior completezza di Cesc (capace di giocare tra le linee e di inserirsi) rispetto al regista del Real, i cui cambi di gioco a memoria mi sono sembrati pesantemente determinanti solo nella semifinale.

    Comunque la Spagna è meritatamente campione del mondo, per la qualità degli uomini che aveva a disposizione e per la saldezza dei nervi mostrata nella partita in versione tonnara impostata dagli olandesi (che guarda caso sono quasi tutti reduci del mondiale tedesco e da QUELLA partita con il Portogallo di Scolari: i ragazzi oranje hanno dimostrato in questo mondiale di aver imparato fin troppo bene la lezione).

    Infine, un pensiero per il grande Andrés Iniesta (per l'ENNESIMA volta decisivo in una partita cruciale) e per la sua maglietta. Ha proiettato nella storia del calcio il suo amico Dani Jarque e con lui, a mio modo di vedere, i vari Mariano Puerta, Phil O'Donnell, Miklos Feher, Marc-Vivien Foé... tutte le giovani vite interrotte mentre giocavano a calcio, per fatalità o per negligenza di qualcuno. Con l'immortale filmato di questo gol sarà tramandata la memoria dei drammi legati a questo sport. E' stato un gesto magnifico.

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  28. i soliti discorsetti che sentivo dire dagli juventini. ammesso che ci siano stati pure degli episodi a sfavore questo non cancella il fatto che, LO RIPETO PER L'ENNESIMA VOLTA, l'ex presidente della FA in una conversazione privata ha detto che ci sono le prove che la federazione spagnola stava tentando di comprare degli arbitri.
    qui non c'entra nulla il rosicamento miei cari e non ha senso mettersi a parlare di calcio : non ha senso mettersi a parlare tecnicamente di una partita di poker quando sai che le carte sono truccate.

    e questo non toglie nulla a Iniesta come non toglieva nulla a Del Piero, anzi rende, anche a loro, giustizia

    poi i giapponesi continueranno a difendere la spagna ad oltranza, come ancora oggi molti difendono moggi. beati loro.

    KUBALA

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  29. Kub, francamente non capisco questo accanimento. Più che altro questo mostrare ai quattro venti una conversazione in cui si parla di prove mi pare stucchevole; parlo per me, io ho capito il punto, ma finché non viene fatta un'inchiesta o non emergono queste prove non vedo di cosa si dovrebbe parlare (io agli episodi non sono interessato, non sono Tombolini).

    Vale: per me Del Bosque non ha avuto il coraggio necessario per affrancarsi dal modello di Aragones. Davanti a lui c'erano due strade: ricalcare il sistema di gioco del Savio (la cosa più logica, ma lo avrebbe marchiato senza scampo) o cambiare tutto e inventarsi una Spagna diversa. Il Baffone è rimsto a metà strada, ha schierato il suo trivote senza mai ripensarlo ma non se l'è sentita di rischiare la mossa logica successiva, un tridente Villa-Torres-Iniesta (con Llorente alternativa per Torres e Pedro e Silva jolly di fascia) che per me avrebbe assicrato quei gol che sono mancati alla Roja un po' in tutte le partite. E qui è intervenuta l'ignavia degli avversari, che pensavano di trovarsi contro la Spagna di Euro '08 e hanno finito per regalare palla e campo a una squadra che, affrontata diversamete, non sarebbe stata così dominante come quella di due anni fa.

    Santeria: volevo dedicare ai top e flop 11 un post apposito, ma mi hai preceduto.
    Ecco la mia formazione ideale (4-4-2):

    Casillas;
    Maicon Piqué Lugano F. Coentrao;
    Mueller Sneijder Schweinsteiger (cito anche Bradley, bravissimo) Iniesta;
    Forlan Villa.

    Flop 11:
    Green;
    Zambrotta Cannavaro Demichelis;
    Ribery F.Melo Kakà C.Ronaldo;
    Rooney Gignac Messi (per me non malissimo in assoluto, ma comunque deludente).

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  30. la spagna si è comprata il mondiale. PUNTO.

    e con questa frase stendiamo un velo pietoso...meglio non commentare simili uscite a vuoto!!!

    Parlando di calcio, direi che la vittoria della Spagna è meritata ed frutto di un lavoro iniziato da Aragones nel 2004 e proseguito da Del Bosque in questi 2 anni.
    Sono certo che senza quel gol di Torres a Vienna 2 anni fa, oggi non staremmo parlando degli spagnoli sul tetto del Mondo.
    Quel tocco a scavalcare Lehmann ha significato molto: da quel giorno gli iberici hanno capito di poter essere dei vincenti!!!
    Quest'anno non hanno giocato al meglio delle loro possibilità, ma è bastato questo loro medio livello per salire sul tetto del Mondo...la cosa deve far riflettere: e se fossero riusciti a giocare al 100%????

    Niente da ridire su questa vittoria!!! mi sembra ridicolo, mettersi a parlare di arbitri in questo momento...però forse alcuni lo sono...

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  31. la mia TOP 11 (4-4-2 nonostante il modulo preferito del Mondiale sia il 4-2-3-1)

    Casillas
    Coentrao Piqué Puyol Lham
    Özil Sneijder Schweinsteiger Müller
    Honda Forlan.

    Casillas per me ha giocato molto meglio dell'annata a Madrid e alla fine è risultato decisivo nella finale, non vedo poi alternative all'altezza. Coentrao a sinistra mi ha impressionato più perché non credevo avesse quel livello che per come ha giocato. Piqué e Puyol vanno messi o insieme o nessuno dei due, per me la coppia migliore del Mondiale, sbagliano pure loro, ma spesso dominano la partita. Lham a destra è d'obbligo per il Mondiale da lui disputato come capitano e come prima opzione nelle ripartenze della Germania, la loro arma in questo Mondiale. Özil si è spento nel finale, e non mi piace sulla fascia, ma non volevo premiare Robben dopo la finale con l'errore decisivo o Iniesta, che per me ha giocato al suo livello solo due partite in tutto il Mondiale (e che partite!!!) quindi vado con il tedesco, scelta però che mi mette non pochi dubbi. Sneijder ha fatto partite da 4 salvate solo dal gol (come contro il Giappone) e partite da 6 dove a segnato lo stesso, ma alla fine un giocatore dell'Olanda finalista era d'obbligo (esce quindi dall'11 Xavi, mi perdonerà per l'affronto). Schweinsteiger perfetto, mostruoso, devastante, il miglior giocatore del Mondiale. Müller è tutto quello che vorresti da un esterno nel 4-2-3-1. Honda so bene che non è una punta, ma come tale ha giocato e come tale l'ho giudicato, la sua prestazione contro la Danimarca per me è LA prestazione del Mondiale per un singolo giocatore, DIVINO. Forlan ha trascinato a suon di gol l'Uruguay dove non arrivava dagli anni settanta, non si arrende mai.

    DVM

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  32. Per favore, evitiamo in questi blog di scadere nel delirio pseudo moviolistico tanto caro alla stampa italiana. Cerchiamo di mantenere le distanze... discutiamo di calcio, se possibile.
    Il giorno in cui sarà provato quanto insinuato da Triesman (che il giorno dopo l'uscita di questi rumors si è dimesso... è bene sottolinearlo), potremo parlarne. Per il momento, stenderei un velo pietoso.
    Faccio peraltro presente che io non sono minimamente sospettabile di essere filo spagnolo, anzi... più di una volta, in questo blog, ho manifestato la mia avversione per la filosofia di gioco delle furie rosse (che, al tempo stesso, rispetto ed ammiro proprio per essere una filosofia di gioco... anche nel suo essere stata parzialmente incompiuta od inespressa in questo mondiale).
    Al contempo, inviterei chi ha questioni personali con Kubala a non usare questo spazio per alimentarle ulteriormente... chi vuole intendere, intenda.

    PS. Valentino, come al solito mi trovo spaventosamente d'accordo con la tua analisi. Sta diventando una cosa quasi noiosa, torniamo a parlare di Benzema o del ruolo di Cristiano Ronaldo (posto che ne abbia uno...), così si litiga un pò (ovviamente, sto cercando di sdrammatizzare).

    Marcello

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  33. La mia top 11?
    Casillas
    Maicon Piquè Juan (Lugano) Lahm
    Schweinsteiger Xabi Alonso (Perez)
    Muller Sneijder (Ozil) Iniesta
    Villa (Forlan)

    Attacco leggerino ma con quattro giocatori in grado di scambiarsi costantemente i ruoli. Il tourbillon offensivo di questo quartetto non mi dispiacerebbe vederlo...
    Marcello

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  34. Casillas

    Lahm, Fridrich, Juan, F. Coentrão

    Xavi, Schweinsteiger

    Müller, Sneijder, Iniesta,

    Forlán

    CT: Löw.

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  35. Top11:
    Eduardo
    Ramos-Lucio-Lugano-Coentrao
    Schweinsteiger-Xavi
    Muller-Ozil
    Forlan-Villa

    Flop11:
    Julio Cesar
    Otamendi-Demichelis-Terry-G.Johnson
    Melo-Barry-M.Rodriguez
    Kakà
    Torres-Van Persie

    Questi ultimi due rispetto ai vari CR9, Rooney e Messi sono arrivati fino in fondo e hanno avuto delle squadre che li sostenevano e che vincevano, e dunque hanno meno "scuse".
    Tommaso.

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  36. Eh, rileggendo il mio top 11 e i vostri mi son reso conto di aver fatto un po' troppo "lo splendido" inserendo Alcaraz...
    ...soprattutto pensando a Juan (perfetto a dir poco) e a Piqué... è che su Piqué mi è rimasto un po' di amaro in bocca... il centrocampo impostato da Del Bosque gli ha tolto un po' del suo spazio vitale, gli ha impedito di essere quel fattore di superiorità in fase di possesso che vediamo nel Barça... "Piquénbauer" non lo abbiamo mai potuto vedere.
    Per quanto riguarda Puyol, devo confessare che Germania a parte a me non è piaciuto così tanto.

    Poi DVM inserisce un nome che vale la pena di sottolineare, ovvero Honda. Se avessi scelto non solo un top 11 ma una lista di 23 giocatori, il suo nome sarebbe entrato di sicuro. La partita che ha fatto contro la Danimarca è una delle 10 cose migliori di questo mondiale.

    Poi Sneijder: non mi ha convinto particolarmente il suo mondiale.

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  37. @ Marcello
    Non ti preoccupare, fra non molto ricominciano le risse!
    ...che poi su Benzema hai avuto pure ragione...

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  38. LA MIA TOP 11 DEI MONDIALI: un classico 4-4-2 allenato da Loew (che fa un 4-2-3-1, ma si accontenterà...)

    Neuer
    Sergio Ramos-Friedrich-Puyol (anche se giocano tutti e due a sx)-Michel Bastos
    Robben-Xavi-Schweinsteiger-Iniesta
    Forlan-Villa (Forlan anche da seconda punta...oppure Villa più largo a sx con Iniesta più alto)


    IL TEAM RISERVA: 4-4-1-1 lo diamo a Van Marwijk

    Casillas
    Lahm-Mathijsen-Mertesacker-Capdevila
    Mueller-K.P. Boateng-Sneijder-A.Ayew
    Ozil
    Asamoah Gyan


    LA RISERVA DELLA RISERVA: 5-3-2 o 3-5-2 offensivo lo diamo a Rajevac.

    Stekelenburg
    Maxi Pereira-J. Boateng (nel suo vecchio ruolo)-Piquè-Godin-Salcido
    Diego Perez-Busquets-Fabio Coentrao (alto a sx o più interno ma dovevo trovargli un posto)
    Giovani dos Santos-Suarez

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  39. Nel Team riserva ho messo due giocatori che non mi hanno convinto molto ma rischiavo di essere linciato se non l'avessi fatto: uno è il tanto strombazzato Casillas (ma lo Jabulani ha fatto troppe vittime e scelta ce n'era poca), l'altro, il tanto strombazzato-bis Sneijder di cui a parte i gol fortunosi (3: Giappone,Brasile,Uruguay) ricordo pochi momenti di luce abbagliante attribuitagli invece copiosamente dalla tanto prodiga stampa italiana (che continua a candidarlo Pallone d'Oro-Fifa World Player)

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  40. @Vojvoda tranquillo nessuno ti avrebbe linciato se avessi escluso Sneijder, motivandone la scelta come da te fatto. Io stesso l'ho inserito non per le sue prestazioni (gli avrei dato parecchi 5.5 anche nelle partite in cui ha segnato) ma perché volevo un Oranje nell'11 del Mondiale e Robben ha giocato troppe poche partite per entrarci (oltre a sbagliare il gol più importante della sua vita). Anche Arjen secondo me in realtà non ha certo giocato al suo livello il Mondiale, fossilizzandosi sull'ormai famosa mossa di rientrare a sinistra e tirare sul primo palo. Da un mio pupillo pretendo di più...

    Su Honda, ringrazio Valentino per averlo rimarcato, io ritengo la sua prestazione in questo Mondiale incredibile: in un ruolo non suo non solo ha guidato un tatticamente preparatissimo Giappone ad 11 metri dalla storia, ma ha anche fatto la prestazione più importante per un singolo giocatore. La partita da lui giocata contro la Danimarca la ricorderò come quella di Arshavin contro il Liverpool, come esempio di ciò che significa dominare le partite per un singolo giocatore. Cosa praticamente impossibile in un calcio come quello moderno. La mia quindi è stata una scelta che nulla vuole togliere a Villa, ma dall'asturiano un Mondiale come quello disputato me l'aspettavo, dal giapponese che gioca fuori ruolo no.

    DVM

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  41. no Bastos no!
    iper strombazzato..

    markovic

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  42. Purtroppo questi ultimi post hanno preso una piega che non mi piace per niente, per questo motivo ho preferito non intervenire. Ora invece che le acque si sono calmate e che finalmente si è tornati a parlare di calcio, posso dire la mia.

    Questo il mio top-11 del Mondiale:

    Casillas

    S. Ramos, Friedrich, Juan, F. Coentrão

    Schweinsteiger, Xavi

    Muller, Iniesta;

    Forlán, Villa

    IN PANCHINA: Neuer, Stekelenburg; Lahm, Piqué, Puyol, van Bronckhorst; Busquets, Sneijder, Ozil, Robben; Honda, Asamoah Gyan.

    @Valentino
    Xabi Alonso secondo te ha fatto meglio di Xavi e Busquets (convincente, tutto sommato, ho notato che anche in Spagna l'hanno elogiato parecchio)?

    Perchè dici che Casillas non ha disputato un grande Mondiale? Di errori particolari non ne ricordo (contro il Portogallo ha subito rimediato alla conclusione non trattenuta, contro la Svizzera per me non ha troppe responsabilità), in compenso però ha salvato più volte la Spagna... il rigore parato a Cardozo ed il miracolo su Robben (fermo restando che l'olandese avrebbe sicuramente potuto fare meglio) valgono più di mezzo Mondiale ;)

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  43. Dopo 15 giorni di vacanza in nord Europa e di piacevole astinenza dal web, sto leggendo con piacere gli articoli del blog sul mondiale. Ero certo di trovare la voce critica di Valentino, nonostante il successo spagnolo: vorrei spezzare una lancia a favore di Del Bosque, che tra i tecnici cosiddetti gestori di buon senso è tra i pochi che non mi dispiace: certo, ha vinto senza incantare, con 4 successi per 1-0, però ha saputo portare in fondo una squadra che aveva perso le sue sicurezze dopo la sconfitta iniziale con la Svizzera. Non è stata una Spagna brillantissima, ma se rivediamo le ultime edizioni dei mondiali, tracciate dalle delusioni delle squadre e dei campioni più attesi, aver raggiunto l’obiettivo da favoriti, con la rosa migliore, rimane comunque un merito. Torres era palesemente fuori condizione, senza il suo terminale offensivo più importante per me era dura arrivare in fondo. Si può discutere ovviamente sull’impiego di Fabregas, però la squadra ha trovato un suo equilibrio, una solidità molto sparagnina che è stata sufficiente. Difficile chiedere bel gioco quando tanti campioni sono logorati da stagioni intense. Pensiamo al disastro dei vari Kaka, Ronaldo, Rooney, in parte anche Messi. Per quello che ho visto, la Spagna ha rischiato troppo solo col Paraguay, semifinale e finale sono state vinte in maniera anche più larga rispetto al punteggio col minimo scarto. Per il resto, benissimo i tedeschi, squadra dal grande futuro. Fra parentesi, ho vissuto in Germania alcune giornate e segnalo il patriottismo locale, con grande entusiasmo per il terzo posto e valanghe di bandiere ai balconi e sulle macchine per tutto il periodo del mondiale. Esperienza personale divertentissima la finale vissuta in una birreria del centro di Stoccarda in mezzo all’afa, supplicando per tutto il tempo un gol di Iniesta e festeggiando alla fine in mezzo a centinaia di invasati spagnoli!
    L’Olanda finalista non mi è piaciuta: squadra solida, quadrata, con lampi di classe, ma fortunata nel trovarsi un tabellone favorevole e lo sciagurato Felipe Melo a darle una mano. Tra i giocatori eccellente Forlan. Difficile trovare un portiere decente, grazie anche allo Jabulani. Ancora peggio i centravanti: a parte Klose, di veri attaccanti da area di rigore non ne ho visti. Bene invece un sacco di coppie di difensori centrali poco pubblicizzate, dai tedeschi agli olandesi sino ai paraguaiani e ai giapponesi. Ottimi in mezzo al campo Schweinsteger e Van Bommel, cresciuti all’università di Van Gaal.

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  44. saluti
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