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sabato 26 giugno 2010

Corea del Nord-Costa d'Avorio 0-3: 14' Yaya Tourè, 20' Romaric, 81' Kalou.



COREA DEL NORD: Ri Myong-guk; Ri Kwang-chon, Cha Jong-hyok, Pak Chol-jin, Ri Jun-il, Ji Yun-nam, Mun In-guk (67' Choe Kum), An Yong-hak, Pak Nam-chol, Hong Yong-jo, Jong Tae-se. All.: Kim Jong Hun

COSTA D'AVORIO: Barry; Boka, Kolo Toure, Zokora, Eboué; Romaric (79' Doumbia), Yaya Touré, Tiote; Gervinho (63' Dindane), Drogba, Keita (63' Kalou). All.: Eriksson

ARBITRO: Undiano Mallenco (Spagna).

domenica 20 giugno 2010

Brasile-Costa d'Avorio 3-1: Luis Fabiano (B) al 25’ p.t. e al 6’ s.t., Elano (B) al 16’, Drogba (C) al 34’ s.t.



BRASILE (4-2-3-1) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan, Bastos; Gilberto Silva, Felipe Melo; Elano (dal 21’ s.t. Diego Alves), Kakà, Robinho (dal 47’ s.t. Ramires); Luis Fabiano.(Gomes, Doni, Dani Alves, Thiago Silva, Gilberto, Luisao, Kleberson, Josué, Nilmar, Grafite, Julio Baptista). All. Dunga.

COSTA D’AVORIO (4-3-2-1) Barry; Demel, Kolo Touré, Zokora, Tiene; Eboué (dal 25’ s.t. Romaric), Yaya Touré, Tiote; Dindane (dal 10’ s.t. Gervinho), Kalou (dal 21’ s.t. Keita); Drogba. (Zogbo, Yeboà, Angoua, Gohouri, Doumbia, Gosso, Kone) All. Eriksson.

ARBITRO: Lannoy (Francia)

NOTE Espulso Kakà al 42’ s.t. per doppia ammonizione. Ammoniti Tiene, Tiote e Keita per gioco falloso. Spettatori 84.455. Recuperi: primo tempo 1’; secondo tempo 3’.

Ennesima prova di solidità del Brasile di Dunga. La Seleçao mantiene un controllo emotivo prima che tecnico sulla partita, non va mai in difficoltà e ha la pazienza e la virtù di trovare con semplicità i gol. Non sempre riesce a essere compatto, specie quando è ancora col risultato in bilico si spezza più volte in due tronconi ma è una situazione altamente accettabile se i sei giocatori difendenti sono della qualità dei brasiliani (è poi chiaro che per attaccare una difesa chiusa si deve correre il rischio della transizione non sempre in superiorità numerica). Non ha la qualità della Spagna ma ad ora ha mostrato maggiore solidità rispetto alle concorrenti per il titolo finale.

Dopo la discreta prova dell'esordio il Grande Comitato che gestisce la Costa d'Avorio (non penserete sia Eriksson a "fare la formazione"?) ripropone ancora Aruna Dindane dall'inizio e curiosamente Gervinho in panchina. Non è comunque solo una questione di uomini, gli ivoriani attuano sì una buona prova difensiva ma, una volta sotto, non ripartono con la necessaria convinzione pur avendone tutti i mezzi. Drogba è ampiamente limitato dal tutore al braccio ed è commovente anche solo la sua presenza, e anche il suo gol, che si spera possa servire almeno per la differenza, sempre che l'ultima gara tra Brasile e Portogallo sia vera.

CARLO PIZZIGONI

martedì 15 giugno 2010

Costa d'Avorio-Portogallo 0-0


COSTA D'AVORIO (4-3-3): Barry; Demel, K. Toure, Zokora, Tiené; Eboue (dal 43' s.t. Romaric), Y. Toure, Tioté; Dindane, Gervinho (dal 36' s.t. Keita), Kalou (dal 20' s.t. Drogba). (Zogbo, Bamba, Yeboah, Boka, Angoua, Gohouri, Gosso, Kone, Doumbia): All.: Eriksson.

PORTOGALLO (4-2-3-1): Eduardo; Paulo Ferreira, Alves, Carvalho, Coentrao; Mendes, Meireles (dal 40' s.t. Amorim); Ronaldo, Deco (dal 17' s.t. Tiago), Danny (dal 10' s.t. Simao); Liedson. (Beto, Fernandes, Miguel, Rolando, Costa, Duda, Pepe, Veloso, Almeida): All.: Queiroz.

ARBITRO: Larrionda (Uruguay).

NOTE: spettatori: 37.034. Ammoniti Zokora, Demel, Ronaldo. Angoli: 6-4. Recupero: 1' p.t., 3' s.t.

Su Eriksson, che ha giocato la prima amichevole il 30 maggio, taumaturgo in grado di modificare in pochi giorni la testa dei giocatori ivoriani, rivolgetevi altrove. Direi più così: posti davanti alle loro responsabilità, per una volta, la Selephanto ha risposto (anche senza Drogba in campo dall'inizio). E' l'eccezione che avrebbe dovuto essere la regola in questi anni. Ottime comunque la scelta di puntare sul più sicuro e attento Zokora dietro, al fianco del compagno di squadra di gioventù, a Sol Beni, Kolo Touré, e interessante la scelta di Eboué nel centrocampo a 3 del 433 ivoriano. Aruna Dindane è la storia di questo paese calcistico, ed è una tassa da pagare, perché ad oggi non merita proprio la maglia da titolare: evidentemente gli equilibri di spogliatoio devono essere rispettati anche così. Lo staff del CT svedese sceglie di avere grande densità davanti alla difesa: la squadra è compatta, stretta nei tre centrali di centrocampo e con gli attaccanti attenti anche sul lato debole, per un eventuale ribaltamento che il Portogallo gioca poco. Finalmente ha giocato da squadra( giocando così avrebbe vinto tutto in Continente in questi anni invece deludenti): mancano un po' le ripartenze, anche se è ovvio che Gervinho debba partire dall'inizio.


Giusto riconoscere alla Costa d'Avorio i meriti maggiori, quindi non andrei pesante sul Portogallo, che pure ha giocato in linea con le uscite di questi anni: malino. Comunque il giro palla della Selecçao non è stato velocissimo ma certamente eseguito con attenzione, e non ha mai concesso ripartenze pericolose agli ivoriani. Giocare contro squadre così chiuse rappresenta sempre un problema, per tutti. I ragazzi di Queiroz potevano pressare forse un po' più alto cercando maggiormanete la riconquista e la ripartenza, specie con un uomo come Cristiano, letale in queste situazioni, ma in fin de conti, con la prossima partita da giocare contro la Nord Corea, il pareggio ieri ha rappresentato un piccolo vantaggio. Alla fine pari giusto, partita bloccata e sola grande intuizione individuale il fenomenale palo di Cristiano, su una giocata che poteva cambiare l'inerzia del match.

CARLO PIZZIGONI